mercoledì 15 aprile 2009

L'America gay(a)

L’assemblea legislativa del Vermont è stata il primo parlamento statale degli Usa a legalizzare i matrimoni gay. Una svolta che potrebbe nascondere molte insidie per i democratici e per il presidente Obama.

Lunedì 7 aprile la Camera dei Rappresentanti del Vermont ha approvato con una maggioranza a prova di veto il progetto di legge, già passato al Senato, che introduce nello Stato i matrimoni omosessuali. E’ una svolta storica, perché mai prima d’ora un’assemblea legislativa era riuscita ad approvare una simile misura. Pochi giorni prima la Corte Suprema dell’Iowa aveva reso incostituzionale il divieto ai matrimoni gay, seguendo così la scelta giurisprudenziale già compiuta in Massachusetts e Connecticut . In pochi giorni il riconoscimento della piena eguaglianza delle coppie omosessuali ha trovato una spinta che sembrava impossibile dopo la grave sconfitta subita nella Proposition 8, il referendum dell’anno scorso che ha vietato i matrimoni gay in California, introdotti con una sentenza della Corte Suprema nel maggio del 2008. A completare il quadro favorevole al mondo LGBT è arrivata la svolta di Chuck Schumer, che ha reso pubblico il suo appoggio alle unioni omosessuali. Schumer è un big del caucus democratico al Senato, ed era un esponente dell’ala moderata su diritti civili. I repubblicani non hanno perso l’occasione per attaccare la sentenza dell’Iowa e la nuova legge del Vermont, promettendo un’arcigna difesa del Defense of Marriage Act e dei divieti vigenti a livello statale.

- LA FREDDEZZA DI OBAMA - Il presidente degli Stati Uniti, a differenza del suo predecessore Bush, ha sempre cercato di allontanarsi da un argomento potenzialmente molto scabroso per la base democratica. Negli Stati Uniti i diritti civili sono tendenzialmente di competenza statale, ma negli anni ‘90 fu introdotta a larghissima maggioranza una legge del Congresso, il Defense of Marriage Act(DMA), che legittimava per i poteri federali solo le unioni tra l’uomo e la donna, e permetteva ad uno Stato di non riconoscere la validità di un matrimonio omosessuale celebrato in un altro. La Corte Suprema del Massachusetts fu la prima a permettere le unioni gay, e la sua decisione del 2004 fornì munizioni preziose per la rielezione di Bush, decisa anche dalla mobilitazione evangelica a difesa della famiglia tradizionale. L’ultima Amministrazione repubblicana non solo supportava il Defense of Marriage Act, che toglie oltre mille diritti federali alle coppie gay sposatesi nei pochi Stati che ora lo permettono, ma appoggiava anche l’emendamento alla Costituzione degli Usa che avrebbe vietato negli Stati Uniti i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Questa misura non è mai andata neanche vicina all’approvazione, anche grazie alle recenti vittorie dei Democratici al Congresso. Il presidente Obama si è sempre dichiarato contrario al DMA, per il quale auspica l’abrogazione, ma il suo appoggio al mondo LGTB si ferma al riconoscimento delle unioni civili. In un’ intervista concessa al Chicago Tribune, l’allora candidato Obama aveva espressamente affermato di supportare solo il matrimonio tra uomo e donna anche in ragione della sua fede cristiana. Dichiarazioni accolte con delusione dalla comunità gay, che vede nei PACS nordamericani un surrogato del vero riconoscimento dell’uguaglianza. Il mancato appoggio ai matrimoni gay e l’ atteggiamento di distacco nei confronti della Proposition 8 ha fatto sì che Obama abbia ottenuto meno consenso dalla comunità LGBT rispetto a John Kerry e Al Gore, in netta controtendenza rispetto agli incrementi rilevati in quasi tutte le fasce di voto.

- SECULAR LIBERALISM VS MINORANZE ETNICHE - La dichiarazione di Obama cela paure sulle possibili fratture della base democratica su questo tema, palesatesi nel referendum sulla Proposition 8. I Democratici attualmente sono diventati maggioritari grazie all’unione dei bianchi liberal con le minoranze razziali, una coalizione che attualmente rappresenta il 40% dell’elettorato americano. Se l’elettorato istruito e socialmente progressista è assolutamente favorevole al pieno riconoscimento dei diritti della comunità LGBT, gli afro-americani, gli ispanici e gli asiatici sono molto più freddi e tendenzialmente contrari. La differenza dipende anche dal tasso di religiosità dei due gruppi: gli atei o gli agnostici bianchi votano massicciamente a sinistra e costituiscono buona parte dell’elettorato liberal,mentre i gruppi etnici non caucasici sono caratterizzati da una forte religiosità. Di conseguenza le minoranze etniche sono abbastanza conservatrici e tradizionaliste sui temi etici, e solo nella fascia più giovane esiste un supporto esplicito per i diritti gay. La contraddizione tra i due pilastri dell’attuale coalizione sociale dei Dems è esplosa in California, dove Obama ha ottenuto il più ampio margine di vantaggio mai registrato nella storia dello Stato ma i neri e gli ispanici, schieratisi in modo plebiscitario per l’attuale presidente, hanno votato contro il riconoscimento dei matrimoni omosessuali.

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1 commento:

Andrea ha detto...

no problem per obama, basta che faccia come berlusconi, non si schiera apertamente ed il gioco è fatto, avrà l'uovo e la gallina.

per quanto riguarda l'argomento in se.. personalmente non mi interessa se si possano sposare o meno, ma sarei davvero deluso se potessero adottare figli