Grazie all'analisi di Projectvote è ora possibile avere un quadro molto preciso dell'elettorato statunitense alle presidenziali 2008. La registrazione al voto ha permesso una migliore rappresentazione della società americana, anche se i gruppi più sottorappresentati rimangono sempre le minoranze etniche e i più giovani. I maggiori aumenti nel 2008 sono stati registrati nella comunità afro-americana, mentre oltre i 2/3 dei nuovi elettori provenivano dalle minoranze razziali. Nel 2004 l'incremento di questi segmenti elettorali, neri a parte, era stato in realtà maggiore, ma la tendenza emersa già nel 2000 è stato confermata. I nuovi votanti sono meno bianchi, meno anziani e meno ricchi, categorie storicamente sottorappresentate alle urne, un elemento che ha sempre favorito i repubblicani in passato ma che almeno nelle ultime presidenziali si è attenuato grazie al profondo cambiamento demografico della società americana.
giovedì 26 novembre 2009
Meno bianchi, più giovani e più poveri al voto nel 2008
Grazie all'analisi di Projectvote è ora possibile avere un quadro molto preciso dell'elettorato statunitense alle presidenziali 2008. La registrazione al voto ha permesso una migliore rappresentazione della società americana, anche se i gruppi più sottorappresentati rimangono sempre le minoranze etniche e i più giovani. I maggiori aumenti nel 2008 sono stati registrati nella comunità afro-americana, mentre oltre i 2/3 dei nuovi elettori provenivano dalle minoranze razziali. Nel 2004 l'incremento di questi segmenti elettorali, neri a parte, era stato in realtà maggiore, ma la tendenza emersa già nel 2000 è stato confermata. I nuovi votanti sono meno bianchi, meno anziani e meno ricchi, categorie storicamente sottorappresentate alle urne, un elemento che ha sempre favorito i repubblicani in passato ma che almeno nelle ultime presidenziali si è attenuato grazie al profondo cambiamento demografico della società americana.
Ai bianchi Obama non piace
Il razzismo c'entra relativamente poco, però il calo di Obama sotto la soglia del 50% è spiegato in gran parte dalla sua flessione nel segmento bianco del voto. 22 punti persi da gennaio - quando i valori erano molto inflazionati, come spesso capita ai nuovi presidenti - ad oggi, mentre tra i non bianchi il consenso nell'operato di Obama è sceso solo di 7 punti. Nella comunità afro-americana l'apprezzamento è rimasto ai livelli stellari di inizio mandato, mentre tra ispanici e asiatici il calo è stato comunque molto contenuto. Anche nell'elettorato democratico si riscontra una simile dinamica. Tra i bianchi Obama ha perso 11 punti, tra i non bianchi c'è stato invece addirittura un incremento. La flessione si è concentrata tra i democratici di orientamento moderato e sopratutto conservatore, mentre tra i liberal Obama è ancora molto apprezzato.
mercoledì 25 novembre 2009
Il probabile errore afgano
Obama vuole finire il lavoro in Afghanistan, pare inviando circa 30 mila nuovi soldati. Il pubblico americano sembra più favorevole rispetto a prima al rafforzamento del contingente, ma c'è un però grosso come una casa. L'elettorato democratico è nettamente contrario, e tra gli indipendenti il 45% non vuole mandare nuove truppe a Kabul. La base di Obama si oppone alla più importante decisione di politica estera dell'Amministrazione, e con una disoccupazione in doppia cifra è folle buttare ulteriori miliardi di dollari nel conflitto afgano.
lunedì 23 novembre 2009
La Sanità e il voto per il Congresso
Nel consueto sondaggio sulle intenzioni di voto per la House, PPP ha rilevato i differenti effetti elettorali che la riforma sanitaria potrebbe avere. A livello di indicazione generica, i Democratici guidano di 8 punti, 46 a 38, sul Gop. Non ci fosse nessuna riforma, la situazione si ribalterebbe con un pareggio tra i 2 partiti, 40 a 40. Con la public option, i Dems avrebbero un vantaggio più contenuto, 46 a 41. La distribuzione del voto nei vari casi non è omogena. Senza riforma, i democratici perderebbero i liberal e i giovani, mentre con la public option gli indipendenti e gli ispanici preferirebbero il Gop, mentre gli under 30 darebbero ai Dems lo stesso vantaggio monstre delle passate elezioni, +30 sui repubblicani. Il sottocampione è ovviamente soggetto ad un margine di errore rilevante, ma l'intervento pubblico nella sanità sembra mettere pericolosamente sotto stress la coalizione sociale Obamiana. La public option è amata dai liberal e dai giovani, ma gli ispanici, la minoranza etnica elettoralmente decisiva, potrebbero rompere il blocco sociale progressista.
domenica 22 novembre 2009
Nessun climategate, il riscaldamento globale esiste
C'è molto rumore sulle mail rubate agli scienziati che proverebbero la falsità degli allarmi legati al riscaldamento globale. In realtà non è così, e l'eccezionale Climate Progress riporta la mail e le successive osservazioni di uno di questi scienziati, che smentisce totalmente l'interpretazione data dai blog conservatori. Mi chiedo sinceramente come chi nega l'evoluzionismo o sostiene ancora la curva di Laffer possa autorevolmente smentire i lavori dell'IPCC basandosi su mail rubate e completamente travisate perchè non lette con attenzione.
La scienza non è repubblicana.
La scienza non è repubblicana.
John Fitzgerald Kennedy oggi
Nell'anniversario della morte di JFK, Ted Sorensen, uno dei suoi principali consiglieri, esprime ciò che gratificherebbe e ciò che deluderebbe Jack Kennedy in questo momento della vita politica americana. Una lettura molto bella, specie per chi crede nel liberalism a stelle e strisce.
sabato 21 novembre 2009
I 3 senatori che mancano
Dopo Joe Lieberman, anche Mary Landrieu e Blanche Lincoln hanno affermato che non voteranno alcuna riforma sanitaria che istituisce un'assicurazione pubblica. Con il testo del Senato, solo 4 milioni di americani ne saranno coperti secondo il CBO.
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