venerdì 17 luglio 2009

Contro Reagan e i Neocon

Segnalato dai gemelli Gilli e da Ryan Powers, che ha appena aperto il suo nuovo blog dopo aver lasciato Think Progress, il prof. Stephen Walt ha cesellato in modo definitivo il conservatorismo reaganiano e bushiano che tanti danni ha fatto negli ultimi 30 anni.

One of the great triumphs of Reagan-era conservatism was to convince Americans that paying taxes so that the government could spend the money at home was foolish and wrong, but paying taxes so that the government could spend the money defending other people around the world was patriotic. Ever since Reagan, in short, neoconservatives supported paying taxes to promote a U.S.-dominated world order, while denouncing anyone who wanted to spend the money on roads, bridges, schools, parks, and health care for Americans as a “tax and spend liberal.” But if I’m right about the emerging fiscal environment, that situation may be about to change.

4 commenti:

gio88 ha detto...

Difatti i neo-con sono dei RINO. Fino alle due presidenze Bush, i Repubblicani erano, invece il partito isolazionista per eccellenza, e i Democratici gli interventisti. Ora il ruolo sembra rovesciato, o meglio, i Repubblicani sono diventati interventisti quanto i Democratici. Non dimentichiamo che Clinton non si distinse per pacifismo, anzi, mise a ferro e fuoco l'Europa per creare ben due repubbliche Islamiche. Non dimentichiamo che molti Democratici votarono con Bush sulla guerra in Iraq, e che due di questi, Rahm Emanuel ed Hillary Clinton, oggi sono nell'amministrazione Obama con due ruoli importantissimi. Non dimentichiamoci che, mentre Obama fa la colomba, recitando il ruolo del poliziotto buono (o meglio dice di togliere le truppe in Iraq e passarle in Afghanistan) la Clinton fa la poliziotta cattiva, dicendo tutt'altro.

andrea mollica ha detto...

Non credo proprio che i neo-con si possano definire Rino, una descrizione di esponenti del Gop sul genere di De Wine, Specter(ora è un Dino), Snowe e Collins. Sull'interventismo dell'Amm. Clinton hai ragione, sull'Iraq direi che gli errori, se ammessi e causati dalle bugie di Bush, si possono anche perdonare. E la stessa Hillary si era distanziata dalle sue antiche posizioni, benché non avesse proposto una sceneggiata à la Edwards.

gio88 ha detto...

Ma, scusa, ma quando ho sentito Hillary dire "If I could turn back time..." ho riso a crepapelle per mezz'ora. Quella fa politica da vent'anni, e continua con i suoi flip-flop su ogni singola materia. Basta andare su ontheissues, per vedere come quella donna sia falsa come il demonio. Su ogni singola materia, in campagna elettorale dice delle cose e poi in Senato ne fa tutt'altre. E molti deputati/senatori Democratici, han guadagnato soldi a palate grazie alla guerra in Iraq (vedi Dianne Feinstein). Per quanto riguarda i neo-con per me sono i RINO per eccellenza, provenienti dalla sinistra estrema e radicale, si fingono conservatori, e poi, in realtà son più liberal di certi Democratici. Il GOP era il partito isolazionista, da quando sono arrivati costoro il GOP è diventato più interventista di Wilson e Johnson messi insieme (sigh). La Snowe, la Collins e l'ormai Democratico Specter(a parte che io non ho mai capito perché Specter sia considerato un pro-choice, ha appena un 20% dalla NARAL) in Senato votano come votano per motivi di sopravvivenza politica, proveniendo da stati tendenzialmente di sinistra, sono in qualche modo costretti a comportarsi in quel modo al Campidoglio. Se parlassero come Huckabee o la Palin non verrebbero eletti manco come consiglieri di quartiere in stati come Maine e Pennsylvania. Difatti son convinto che se McCain avesse scelto la Snowe o la Collins come VP, avrebbero rivisto molte loro posizioni, pur restando delle progressiste. Basta ricordre come Carter, Clinton e Reagan cambiarono completamente le posizioni sull'aborto quando tentarono la scalata alla Casa Bianca. Comunque, per me i neo-con sono una sciagura, spero che la sconfitta serva, non dico a sbatterli tutti fuori (magari!), ma quantomeno a ridurre drasticamente la loro influenza. Chissà che Gary Johnson e Ron Paul non siano gli uomini giusti per riportare il GOP sulla retta via. Vedremo.

gio88 ha detto...
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