giovedì 29 gennaio 2009

Sbarramento europeo

La legge elettorale per le europee di giugno dovrebbe introdurre uno sbarramento del 4% a livello nazionale. La novità ha già fatto gridare allo scandalo molti dei partiti rimasti esclusi dal Parlamento nazionale proprio in ragione di una soglia di sbarramento di uguale valore. In 10 Paesi membri della Ue, tra cui Germania e Francia, esiste una soglia di sbarramento esplicita, mentre negli Stati più piccoli il numero minimo di seggi crea una soglia implicita molta alta. Nel Regno Unito la presenza di 12 circoscrizioni e l'applicazione del metodo D'Hondt rendono difficile per i partiti deboli a livello locale l'ottenimento di seggi, a meno di un brillante risultato a livello nazionale, superiore al 5/6%. L'unico Paese dove non esiste alcuna soglia di sbarramento è la Spagna, anche se è utilizzato il metodo D'Hondt, penalizzante per le liste minori.

In realtà, l'Italia era l'unico Paese in Europa dove partiti con meno dell'1% sono riusciti ad eleggere rappresentanti al PE. Tra il 1994 e il 2004, forze come PSDI, Pensionati, PRI, oppure Fiamma Tricolore hanno ottenuto un seggio con poco più di 200 mila voti. Un'eccezione scandalosa nel panorama europeo. 

Con i dati 2004, la soglia del 4% equivale a circa 1 milione e 300 mila voti. Un possibile decremento della partecipazione farebbe ulteriormente scendere questo valore a poco più di 1 milione di consensi. Se una forza politica, in un Paese di circa 60 milioni di persone, non arriva a rappresentare neanche un sessantesimo della popolazione, non merita francamente di ottenere un posto in un'Assemblea che dà voce a 25 Paesi.

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