giovedì 5 giugno 2008

Siamo tutti Democratici


Scrive Hillary nella sua mailing list che Sabato sospenderà la sua campagna e appoggerà la corsa di Obama per la Casa Bianca. Un democratico come lei, come me, e come spero sarà la maggior parte degli americani il 4 Novembre.

Saturday, I will hold an event in Washington D.C. to thank everyone who has supported my campaign. Over the course of the last 16 months, I have been privileged and touched to witness the incredible dedication and sacrifice of so many people working for our campaign.

On Saturday, I will extend my congratulations to Senator Obama and my support for his candidacy. This has been a long and hard-fought campaign, but as I have always said, my differences with Senator Obama are small compared to the differences we have with Senator McCain and the Republicans.

I have said throughout the campaign that I would strongly support Senator Obama if he were the Democratic Party's nominee, and I intend to deliver on that promise.

When I decided to run for president, I knew exactly why I was getting into this race: to work hard every day for the millions of Americans who need a voice in the White House.
I made everyone who supported me a promise: to stand up for our shared values and to never back down. I'm going to keep that promise today, tomorrow, and for the rest of my life.
I will be speaking on Saturday about how together we can rally the party behind Senator Obama. The stakes are too high and the task before us too important to do otherwise.


I know as I continue my lifelong work for a stronger America and a better world, I will turn to you for the support, the strength, and the commitment that you have shown me in the past 16 months.

Stupenda Hillary, saresti stata un grandissimo presidente. Un'altra occasione arriverà

mercoledì 4 giugno 2008

Tra gli Alti e i Bassi della vita...


... il potere aiuta, indubbiamente.


Post ironico dedicato al Grande Sindaco per riprendersi dalla sconfitta di Hillary

Carezze nella Notte

Prima Hillary :

I want to start tonight by congratulating Senator Obama and his supporters on the extraordinary race that they have run. Senator Obama has inspired so many Americans to care about politics and empowered so many more to get involved, and our party and our democracy is stronger and more vibrant as a result. So, we are grateful, and it has been an honor to contest these primaries with him, just as it is an honor to call him my friend. And tonight, I would like all of us to take a moment to recognize him and his supporters for all they have accomplished.

poi anche Obama :

Senator Hillary Clinton has made history in this campaign not just because she's a woman who has done what no woman has done before, but because she's a leader who inspires millions of Americans with her strength, her courage, and her commitment to the causes that brought us here tonight.
We've certainly had our differences over the last sixteen months. But as someone who's shared a stage with her many times, I can tell you that what gets Hillary Clinton up in the morning - even in the face of tough odds - is exactly what sent her and Bill Clinton to sign up for their first campaign in Texas all those years ago; what sent her to work at the Children's Defense Fund and made her fight for health care as First Lady; what led her to the United States Senate and fueled her barrier-breaking campaign for the presidency - an unyielding desire to improve the lives of ordinary Americans, no matter how difficult the fight may be. And you can rest assured that when we finally win the battle for universal health care in this country, she will be central to that victory. When we transform our energy policy and lift our children out of poverty, it will be because she worked to help make it happen. Our party and our country are better off because of her, and I am a better candidate for having had the honor to compete with Hillary Rodham Clinton.


Ora tocca capire cosa farà Hillary, anche se è chiaro un dato. La nomination di Obama DIPENDE dall'appoggio dei superdelegati, cioè i dirigenti dei Democratici. Obama avrà sicuramente parola in merito, ma sarà il vertice del partito a scegliere chi sarà l'altra faccia del Ticket.

Obama Presumptive Nominee

Grazie all'arrivo di numerosi endorsements da parte dei superdelegati, Barack Obama supera il quorum necessario per ottenere la nomination democratica. L'annuncio della vittoria avviene mentre si chiude il conteggio delle schede votate nelle ultime due primarie di Montana e South Dakota, chiuse in un sostanziale pareggio tra i due candidati. Hillary Clinton per il momento non concede ancora la vittoria al suo avversario, ma le parole di riconciliazione spese nell'ultimo discorso indicano una rapida conclusione della sua campagna.

Il junior senator dell'Illinois, Barack Obama, realizza a 47 anni uno dei più grandi capovolgimenti della politica americana, diventando il primo afro-americano a correre per la massima carica degli Stati Uniti. Obama realizza il sogno della comunità nera vincendo le primarie più incerte della storia recente, battendo Hillary Clinton grazie al vantaggio accumulato nei caucus e al conseguente appoggio dei leader del partito. Nella ultima notte del lungo ciclo di primarie presidenziali, iniziato a inizio gennaio in Iowa, numerose decine di superdelegati decidono alla fine di schierarsi appoggiando il senatore dell'Illinois, e portandolo oltre il quorum di 2218 delegati necessario per ottenere la nomination.

PAREGGIO NEL WEST

Senza l'appoggio compatto e numeroso dei superdelegates Obama non avrebbe ottenuto ieri la nomination. I pochi delegati in palio nelle primarie di South Dakota e Montana, due Stati simbolo del Far West, sono stati ripartiti in modo sostanzialmente paritario tra Hillary e Obama. In South Dakota la senatrice di New York ha vinto abbastanza a sorpresa, perché nei vicini Stati del West come Wyoming, Nebraska o North Dakota era stata sconfitta sempre nettamente. Favorita dalla partecipazione dei soli elettori registrati come democratici, la Clinton ha vinto grazie alla sostanziale tenuta della sua coalizione sociale, composta da donne, classe medio bassa ed anziani, categorie vinte in modo tale da garantirle un successo netto, 56 a 44. In Montana la situazione si è ribaltata grazie alla maggiore partecipazione dei gruppi sociali che appoggiano Obama, ceto medio alto ad alto tasso di scolarizzazione, giovani e indipendenti, che hanno potuto partecipare alle primarie aperte dello Stato. L'ultima consultazione è stata così conquistata in modo chiaro da Obama, che ha sfiorato il 60% e raggiunto così quota 1765.5, un risultato di circa 350 delegati inferiore rispetto al quorum per ottenere la nomination. Solo l'appoggio maggioritario dei circa 800 superdelegates ha permesso quindi la vittoria.

IL PARTITO HA SCELTO OBAMA

Dopo lo svolgimento di 54 consultazioni Obama è riuscito ad ottenere la candidatura per la corsa alla Casa Bianca grazie all'appoggio decisivo dei superdelegati, i membri del partito membri di diritto della Convention democratica. Il lungo ciclo di primarie si è chiuso con un equilibrio sostanziale tra i due contendenti, che sono separati nel calcolo del voto popolare da poche migliaia di voti. Con questo metodo di valutazione, ininfluente dal punto di vista delle regole, il vincitore sarebbe Hillary Clinton conteggiando il Michigan, mentre escludendo questa elezione primaria contestata prevale Obama. Un equilibrio incredibile, rotto nella ripartizione dei delegati solo grazie ai trionfi nei caucus del senatore dell'Illinois. L'appoggio dei militanti e degli attivisti dei Democratici, che si esprime al massimo in questo tipo di assemblee, paragonabili per alcuni aspetti ai congressi dei partiti europei, così come il sostegno della maggioranza dei suoi dirigenti ha così consentito a Obama di diventare il primo afro-americano a correre per la Casa Bianca.

HILLARY IN CERCA DI UN RUOLO

Hillary Clinton, che insieme al suo avversario ha ottenuto circa 18 milioni di voti, un record che straccia il precedente detenuto dagli 11 milioni e mezzi conquistati da Bush nelle primarie repubblicane del 2000, non ha dichiarato ieri sera le sue intenzioni. La sua campagna sarà sospesa, come tutti gli osservatori concordano, e sembra possibile una trattativa con Obama. Hillary cercherà di ottenere l'inserimento della sua riforma sanitaria nella piattaforma elettorale che sarà scelta alla Convention, mentre è altresì probabile che ci sarà un accordo sui debiti contratti in questa lunga battaglia elettorale così come una valutazione sul suo futuro ruolo politico. Un ticket dei due sfidanti sembra un'ipotesi percorribile, anche se le resistenze di Obama sono significative. Ancora una volta è probabile che la parola decisiva sarà spesa dai membri più autorevoli dei Democratici.

martedì 3 giugno 2008

Yes We Can in "Un Paese di Destra (??)"

Interessante sondaggio del Daily Telegraph sui risultati dei candidati delle prossime presidenziali USA...nei più grossi Paesi europei



Se la vittoria di Barack Obama non stupisce, così come un politico favorevole alla guerra in Iraq, e McCain lo è al 101%, può solo affondare in Francia e Germania, sorprende il plebiscito italico al buon Barack.

Ben il 70% degli italiani, secondo il sondaggio, voterebbe per il candidato democratico. Ennesima prova di quanto sia superficiale la tesi secondo la quale l'Italia sarebbe un Paese irrimediabilmente di Destra - qua si pensa più all'inadeguatezza di una Sinistra in parte significativa ancora ferma a Berlinguer. L'Italia è però anche la Nazione europea, delle 4 sondate, nella quale albergano le maggiori simpatie per l'America. Quasi la metà degli italiani vede gli Usa come una forza del bene, mentre in Francia questa opinione è condivisa dal 28% della popolazione.

Molto interessante è il commento del Daily Telegraph dedicato alla campagna elettorale italiana, dove

In the Italian election in April, Walter Veltroni, the leader of the Italian Democratic Party, tried to capitalise on the popular support for Mr Obama. Not only did he refer to himself as an "Italian Obama" throughout the campaign, he even appropriated his "Yes We Can" slogan and translated it into Italian "Si puo fare!" Sadly, the tactic only served to highlight the differences between the two.

Gli italiani vedono Obama infatti not only as stylish and sharply dressed, but, as one commentator put it: "he is the sense of change incarnate". An astonishing 70 per cent of respondents supported him in the Telegraph poll. Italians yearn for a similar political change – their politicians remain in the system for decade after decade.

Difficile trovare in giro un miglior commento sulla campagna elettorale del PD(italico).

lunedì 2 giugno 2008

Maybe we could, pure a Puerto Rico

Nelle primarie dell'isola di Puerto Rico Hillary Clinton ottiene uno squillante successo, che però non le servirà con ogni probabilità ad ottenere la nomination. Dopo il voto del Comitato Rules and Bylaws dei Democratici che ha riammesso le delegazioni di Michigan e Florida con una ripartizione favorevole ad Obama, il junior senator dell'Illinois attende i risultati delle ultime primarie di South Dakota e Montana per annunciare la sua vittoria nella corsa alla nomination democratica.

L'isola di Puerto Rico, territorio incorporato degli Usa, ha svolto ieri una delle ultime consultazioni del lungo ciclo delle primarie presidenziali americane. Hillary Clinton ha ottenuto una vittoria di ampie proporzioni, 68 a 32, che però non le assegnerà i delegati sufficienti a ribaltare la situazione che favorisce Obama, ormai ad un passo dalla nomination. Le primarie di Puerto Rico hanno però confermato le difficoltà di sfondamento di Barack Obama, che da quando è diventato il favorito della corsa ha perso in modo anche netto la maggior parte delle ultime consultazioni. Una seria di inciampi che ha consigliato al "quasi" candidato democratico di abbandonare la Trinity United Church of Christ, la Chiesa di Chicago che ha messo in imbarazzo Obama, che partecipa a questa comunità spirituale da circa 20 anni, per alcune dichiarazioni estreme sull'America bianca e sulla Clinton.

ISPANICI PER HILLARY

A Puerto Rico Obama ha subito una sconfitta significativa soprattutto alla luce delle prossime presidenziali. Il suo risultato dimostra per l'ennesima volta il suo limitato consenso nella comunità di lingua ispanica. Negli Stati dove hanno votato i latinos, Barack Obama non è mai riuscito a superare il 40% in questo gruppo sociale, una difficoltà che ha fatto perdere al senatore dell'Illinois primarie importanti come California, Texas oppure Nevada e New Mexico. A Puerto Rico Hillary ha vinto nettamente in ogni fascia d'età o di reddito, mostrando come sia il miglior candidato per intercettare i voti degli ispanici, che nel 2004 furono tra i pilastri della rielezione di Bush ma che abbandonarono il partito repubblicano nelle midterm del 2006, provocandone il crollo che ha ridato ai Democratici la maggioranza al Congresso.

FLORIDA E MICHIGAN RITORNANO

Sabato 31 maggio il comitato Rules and Bylaws del Democratic National Committee ha riammesso le delegazioni di Florida e Michigan, alle quali era stato tolto il diritto di voto perché i due Stati avevano svolto le primarie prima del SuperTuesday. La decisione presa dal comitato ha però favorito Barack Obama, perché la ripartizione numerica dei delegati ha notevolmente attutito il successo di Hillary nel voto popolare. Harold Ickes, membro del comitato Rules and Bylaws ed esponente di spicco del campo clintoniano, ha definito grave la decisione dell'organismo, paventando un ricorso al Credentials Committe, un altro comitato di garanzia, che potrebbe poi portare allo scontro alla Convention di Denver di fine agosto. Sembra però improbabile che Hillary Clinton decida di aprire un simile conflitto in uno dei cicli più favorevoli ai Democratici, nettamente favoriti per la riconquista del Congresso e in vantaggio per la Casa Bianca.
IL NUOVO QUORUM PER LA NOMINATION

Con la riammissione delle delegazioni di Florida e Michigan il quorum per la nomination si è alzato a 2117. Obama ha 2071 delegati contro i 1914.5 della Clinton. Rimangono ancora da assegnare 31 delegati elettivi che saranno decisi dai risultati delle primarie di domani di Montana e South Dakota, mentre la nomination sarà decisa dai 203 superdelegati che non si sono ancora schierati. Nella situazione attuale, Hillary può ancora sperare di convincere questi dirigenti del partito che ancora non hanno scelto in base al suo vantaggio nel calcolo del voto popolare, ma questo scenario ha minime chance di avverarsi. Ad Obama basta conquistare il 18% circa dei delegati da assegnare, e ciò accadrà con ogni probabilità dopo che gli elettori avranno posto le ultime schede nel più partecipato ciclo di primarie della storia americana.

domenica 1 giugno 2008

DENVER, DENVER ?

Calda riunione ieri al Comitato Rules and Bylaws del DNC. Compromesso raggiunto, ma con risultati controversi. La decisione più importante riguarda il valore delle primarie finora annullate di Florida e Michigan: da ora il voto di quelle elezioni conta. Di conseguenza, si è alzata la soglia per ottenere la nomination da 2026 a 2118 delegati. La proposta dei clintoniani di dare valore effettivo alle primarie della Florida è stato respinto da una risicata maggioranza all'interno del comitato(12 a 15). E' passata invece la proposta che prevede il dimezzamento del voto dei delegati: Clinton avrà quindi 52.5 delegati in più, Obama 33.5.

Più controversa la decisione presa sull'elezione del Michigan: siccome il nome di Obama non era presente sulla scheda elettorale, il comitato Rules and Bylaws non ha allocato i delegati secondo il risultato elettorale, ma ha deciso una ripartizione a loro visione più equa. Il voto dei delegati dello Stato è stato dimezzato come per la Florida, così che la senatrice di New York ha acquisito 34.5 delegati in più, mentre Obama 29.5. Allo stesso modo, anche i superdelegates dei due Stati avranno un voto che vale metà.

La decisione del comitato Rules and Bylaws è stata accolta da grida di contestazione dei supporters di Hillary, che hanno gridato ripetutamente Denver, Denver. Harold Ickes, uno dei top consulenti della campagna della Clinton e membro del comitato, si è detto estereffatto della soluzione scelta per il Michigan, che effettivamente toglie i voti presi da Hillary per assegnarli ad Obama. Ickes ha trapelato l'intenzione di contestare questa decisione al Credentials Committee, una presa di posizione che porterebbe ad un non improbabile scontro alla Convention di Denver.

La campagna di Hillary ha pubblicato questo memo:

Today’s results are a victory for the people of Florida who will have a voice in selecting our Party’s nominee and will see its delegates seated at our party’s convention. The decision by the Rules and Bylaws Committee honors the votes that were cast by the people of Florida and allocates the delegates accordingly. We strongly object to the Committee’s decision to undercut its own rules in seating Michigan’s delegates without reflecting the votes of the people of Michigan. The Committee awarded to Senator Obama not only the delegates won by Uncommitted, but four of the delegates won by Senator Clinton. This decision violates the bedrock principles of our democracy and our Party. We reserve the right to challenge this decision before the Credentials Committee and appeal for a fair allocation of Michigan’s delegates that actually reflect the votes as they were cast.

Martedì sera, o mercoledì mattina per noi europei, anche se verrà annunciata la nomination democratica non ci sarà.