martedì 4 novembre 2008

La guida agli Swing States e la timeline di stasera

Ho cambiato qualcosa della guida a stasera che avevo scritto qui. Premesso che è probabile che la nozione di Stato in bilico/Swing State stasera abbia poco significato, ecco la timeline completa con l'ora della Costa orientale(Italia +6)

6.00 pm : Indiana - Kentucky.
7.00 pm : Florida, Georgia, Indiana(2), Kentucky(2), South Carolina, Vermont, Virginia
7.30 pm : Ohio, West Virginia
8.00 pm : Alabama, Connecticut, Delaware, DC, Florida(1), Illinois, Maine, Maryland, Massachussetts, Michigan(1), Mississippi, Missouri, New Hampshire, New Jersey, Oklahoma, Pennsylvania, South Dakota(1), Tennessee, Texas(1)
8.30 pm : Arkasnas, North Carolina
9.00 pm : Arizona, Colorado, Kansas(1), Louisiana, Michigan(2), Minnesota, Nebraska, New Mexico, New York, Rhode Island, South Dakota(2), Texas(2), Wisconsin, Wyoming
10.00 pm : Idaho(
1), Iowa, Kansas(2), Montana, Nevada, North Dakota(1), Oregon(1), Utah1
1.00 pm : California, Hawaii, Idaho(2), North Dakota(2), Oregon(2), Washington
12.00 pm : Alaska(1)
01.00 am : Alaska (2)

COLORADO: 9 Voti Elettorali, Senatori 1 D, 1 R, Rappresentanti 4 D, 3 R, Governatore D, Assemblea Statale D. Elezioni Presidenziali: 2004 R+4.6, 2000 R+8.4, 1996 R+1.4, 1992 D+4.5
Media Sondaggi Pollster: Obama 51.9%, McCain 44.3%. Chiusura urne: 03.00
Contea chiave: Araphoe County. Sobborgo di Denver, Bush+4 2004, è storicamente un feudo repubblicano, ma i Democratici continuano a migliorare i risultati da ormai un decennio ed è ricca di ispanici e laureati.
In passato il Colorado è stata una roccaforte repubblicana, ma sembra ormai in procinto di diventare la nuova California. Uno degli Stati con il maggior numero di laureati in percentuale, ha registrato un netto incremento della popolazione ispanica e ha uno degli elettorati indipendenti più ambientalisti d’America. La Convention di Denver ha battezzato il nuovo legame tra i Democratici, il Colorado e gi altri Stati del West come Nevada e New Mexico che saranno una nuova roccaforte progressista. Tra 4 anni arriverà anche l’Arizona.

FLORIDA: 27 Voti Elettorali. Senatori 1 D, 1 R, Rappresentanti 8 D, 17 R, Governatore R, Assemblea Statale R. Elezioni Presidenziali: 2004 R+5, 2000 R+0.01, 1996 D+5.7, 1992 R+1.9
Media Sondaggi Pollster: Obama 48.7%, McCain 46.8%. Chiusura urne:01.00
Contea chiave: Hillsborough County. L’area di Tampa, Bush +9 2004, è stata una delle più colpite dalla svalutazione degli immobili. Nel 2000 Gore perse di 3, nel 2004 Kerry di 9. Obama deve rimanere incollato a McCain per vincere lo Stato.
La Florida è il più importante degli Stati in bilico, dato l’alto numero di Grandi Elettori in palio. Lo Stato è essenziale per la strategia di McCain, che punta su anziani, cubani e comunità rurali per vincere. Obama ha investito una quantità mostruosa di denaro, circa 40 milioni di dollari, e i primi dati sul’early voting sembrano favorevoli, dato che gli elettori registrati come Democratici hanno superato i Repubblicani.

MISSOURI: 11 Voti Elettorali. Senatori 1 D, 1 R,, Rappresentanti 4 D, 5 R, Governatore R, Assemblea Statale R. Elezioni Presidenziali: 2004 R+7, 2000 R+ 2.3, 1996 D+6.4, 1992 D+11
Media Sondaggi Pollster: Obama 48.3%, McCain 47.2%. Chiusura urne:02.00
Contea chiave: Greene County. La contea di Springfileld, Bush +24 2004, terza città del Missouri. Se Obama supera il 40% in questa zona storicamente conservatrice ha una concreta chance di vittoria.
Il Missouri è lo Stato che sceglie i Presidenti. Negli ultimi 104 anni chi ha vinto il Missouri ha conquistato la Casa Bianca, con un’unica eccezione nel 1956. La vicinanza con l’Illinois aiuta Obama, in uno Stato che però ha visto crescere le sue tendenze conservatrici negli ultimi 20 anni.

NORTH CAROLINA: 15 Voti Elettorali. Senatori 2 R. Rappresentanti 7 D, 6 R. Governatore D, Assemblea Statale D. Elezioni Presidenziali: 2004 R+12.5, 2000+12.7, 1996 R+4.7, 1992 R+0.8
Media Sondaggi Pollster: Obama 48.7%, McCain 48.3%. Chiusura urne: 01.30
Contea chiave: Wake County. La contea della capitale Raleigh, Bush +3 2004, è la meno ricca di neri tra le grandi città della North Carolina. Se Obama supera il 53%, lo Stato ha buone possibilità di tornare democratico dopo 22 anni.
La North Carolina è lo Swing State più inaspettato di queste elezioni. Lo Stato ha una forte tradizione conservatrice, ma la trasformazione sociale ed economica degli ultimi anni lo ha reso competitivo. La capitale Charlotte è ora il secondo centro finanziario degli Usa dopo New York, mentre nell’area del Research Triangle Park si trovano le aziende americane biotecnologiche più competitive. Obama punta sui giovani ad alto tasso di istruzione che lavorano in queste aree, sui numerosi studenti universitari e sulla consistente popolazione afro-americana.

PENNSYLVANIA: 21 Voti Elettorali. Senatori 1 D, 1 R. Rappresentanti 11 D, 8 R. Governatore D, Assemblea Statale D Elezioni Presidenziali: 2004 D+2.5, 2000 D+4.2, 1996 D+9.2, 1992 D+9
Media Sondaggi Pollster: Obama 51.9%, McCain 44.4. Chiusura urne: 02.00
Contea chiave:Beaver County. Contea nei sobborghi di Pittsburgh, Kerry +3 2004, è ricca di cattolici di origine italiana, irlandese e polacca. In passato bastione democratico, ha registrato la netta crescita repubblicana tra i bianchi cattolici. Se Obama supera il 50%, ha vinto la Pennsylvania e...
La Pennsylvania è l’unico Stato vinto da Kerry nel 2004 che McCain punta a strappare alla colonna democratica. Nel 2008 i democratici possono contare su oltre un milione di elettori registrati in più, che si trovano principalmente nelle aree metropolitane di Philadelphia e Pittsburgh. Le aree rurali dello Stato sono molto conservatrici, e i repubblicani sperano negli elettori delusi della Clinton, prevalentemente bianchi di religione cattolica. Se i sobborghi della capitale Philadelphia sono ormai un monolite democratico, l’ex bastione Pittsburgh traballa da un decennio: se Obama vince in queste due zone, è il nuovo Presidente.

OHIO, 20 Voti Elettorali
. Senatori 1 D, 1 R. Rappresentanti 11 R, 7 D. Governatore D. Assemblea Statale R Elezioni Presidenziali: 2004 R+2.1, 2000 R+3.5, 1996 D+6.4, 1992 D+1.7
Media Sondaggi Pollster: Obama 49.5%, McCain 45.8%. Chiusura urne: 01:30.
Contea chiave: Hamilton County. La contea di Cincinnati, Bush +5 2004, è una delle poche aree metropolitane americane ad essere vinta dai Repubblicani. In passato teatro di conflitti razziali tra i numerosi neri e la maggioranza bianca, può essere il simbolo migliore della vittoria di Obama. I Democratici non vincono a Cincinnati dal 1964, come la Virginia.
Senza l’Ohio nessun repubblicano ha mai conquistato la presidenza. Obama punta sulla crisi economica per conquistare lo Stato che decise le elezioni del 2004. In Ohio ci sono molti lavoratori della classe media che sono diffidenti nei confronti del senatore dell’Illinois,che spera in ampie maggioranze nelle aree urbane di Cleveland, Columbus, Dayton e Toledo. Joe The Plumber viene da quest’ultima città, ma lì Obama si vendicherà. Sarà decisivo il risultato di Cincinnati, una delle poche metropoli americane vinte da Bush nel 2004.

VIRGINIA 13 Voti Elettorali. Senatori 1 D, 1 R. Rappresentanti 3 D, 8 R. Governatore D Assemblea Statale D/R Elezioni Presidenziali: 2004 R+7, 2000 R+8, 1996 R+2, 1992 R+ 4.5
Media Sondaggi Pollster: Obama 50.8%, McCain 45.4 Chiusura urne: 01.00.
Contea chiave: Virginia Beach. La città più popolosa della Virginia, Bush +18 2004, ha visto un incredibile crescita dei Democratici negli ultimi anni. Se Obama riesce a tenere il distacco contenuto, la parte settentrionale dello Stato gli darà la vittoria.
La Virginia è stata negli ultimi 40 anni un avamposto repubblicano, tanto che fu l’unico Stato del Sud a non votare Jimmy Carter nel 1976. Negli ultimi 10 anni l’estensione dell’area metropolitana di Washington DC ha mutato gli equilibri politici dello Stato, che ha visto continui successi democratici. Obama ha costruito un’organizzazione impressionante sul territorio, e spera di vincere grazie ai molti universitari, agli ispanici, agli asiatici e ai neri che compongono la variegata popolazione dello Stato. La Virginia guidò la secessione dalla Federazione per continuare la schiavitù: una vittoria di Obama avrebbe un significato simbolico incredibile.

lunedì 3 novembre 2008

Obama perde sua nonna

E' morta la nonna di Barack Obama. Madelyn Dunham era la nonna materna di Obama ed è morta di cancro dopo lunghi mesi di sofferenza. Pochi giorni fa il candidato democratico era volato alle Hawaii intorrempendo per un paio di giorni la campagna elettorale per salutare sua nonna per l'ultima volta.

117

Dal 25 settembre Obama è stato in testa in 117 sondaggi nazionali di fila.

Sondaggi statali 3/11

Un pò di sondaggi statali, post in progress.

Gli ultimi sondaggi sui Battleground di Rasmussen/Fox, indagini un pò contradditorie rispetto al +6 rilevato dallo stesso istituto a livello nazionale. Obama comunque vincerebbe la Casa Bianca abbastanza bene, anche se c'è un nulla tra la vittoria netta e un buon successo nel Collegio Elettorale.

CO Obama - 51% McCain- 47% Obama+6
FL Obama - 49% McCain - 50% MCain +1
MO Obama - 49% McCain- 49% Pari
NC Obama - 49% McCain- 50% McCain +1
OH Obama - 49% McCain - 49% Pari
VA Obama - 51% McCain - 47% Obama +4

PPP rileva Obama +1 in Indiana, Survey Usa McCain +1 in North Carolina. Risultato: sconfitta certa per McCain se si pareggia in 2 Stati vinti in carrozza da Bush nel 2004.

Quinnipiac: FL, OH, PA (10/27-11/2)
Florida 1,773 LV, 2.3% Obama 47, McCain 45 Obama +2
Ohio 1,574 LV, 2.5% Obama 50, McCain 43 Obama +7
Pennsylvania 1,493 LV, 2.5% Obama 52, McCain 42 Obama +10
L'Università Quinnipiac conferma i valori dei giorni scorsi nelle indagini sui 3 classici Battleground States. Il sondaggio ha un campione molto ampio, e Quinnipiac nel 2004 ebbe un buono score: assegnò correttamente la Florida, con un margine di 8 punti a Bush, che vinse di 5, azzeccò il +2 di Bush in Ohio mentre pronosticò un pareggio in PA.

OH: Obama 52, McCain 46 (UCinc-10/29-11/2) Obama +6
OH: Obama 48, McCain 46 (SurveyUSA-10/30-11/2) Obama +2
L'Università dell'Ohio assegna un solido +6 al candidato democratico. Nel 2004 rilevò un vantaggio di Bush pari all'1%, quando poi il presidente repubblicano vinse di 2. Survey Usa vede invece Obama in lieve vantaggio, grazie soprattutto alla spinta dell'early voting. Nel 2004 l'istituto rilevò lo stesso margine a favore di Bush, predicendo in modo pressochè perfetto l'esito della contesa in Ohio.

GA: McCain 50, Obama 48 (PPP-10/31-11/2) McCain +2
GA: McCain 52, Obama 45 (SurveyUSA-10/30-11/2) McCain +7
La Georgia è quasi competitiva per SurveyUsa, mentre diventa quasi in bilico per PPP. SurveyUsa è un sondaggista tendenzialmente migliore, ma la mobilitazione degli afro-americani in GA è mostruosa, lo Stato rimane molto conservartore ma un risultato in bilico potrebbe avere interessanti ripercussioni per la sfida del Senato.

MO: Obama 49, McCain 49 (PPP-10/31-11/2) Pari
MO: McCain 48, Obama 48 (SurveyUSA-10/30-11/2) Pari
Missouri totalmente in bilico. Se questi sono i dati, Obama ha una concreta chance di vittoria, dato che una massa di volontari dell'Illinois si riverserà nella zona di St. Louis per compiere un mostruoso sforzo di get out the vote. Il candidato democratico può anche perdere il Missouri, uno Stato non essenziale alla sua strategia elettorale. Sarebbe però un peccato che il Bellwether State, dove da sempre vince chi diventa presidente, tradisse proprio un candidato del vicino Illinois. I numeri di SurveyUsa nel 2004 sul Missouri furono molto vicini all'effettivo risultato elettorale.

Ohio Reuters/Zogby Obama 50, McCain 44 Obama +6
Pennsylvania Reuters/Zogby Obama 54, McCain 40 Obama +14
Florida Reuters/Zogby Obama 48, McCain 46 Obama +2
North Carolina Reuters/Zogby McCain 49, Obama 48 McCain +1
Virginia Reuters/Zogby Obama 51, McCain 45 Obama +6
Missouri Reuters/Zogby McCain 46, Obama 47 Obama +1
Nevada Reuters/Zogby Obama 51, McCain 43 Obama +8
Indiana Reuters/Zogby McCain 49, Obama 44 McCain +5
Zogby sforna una seria di indagini coerenti con le rilevazioni degli altri istituti. In Pennsylvania è registrato un vantaggio eccessivo di Obama, mentre in Nevada il margine così netto è parzialmente confermato dall'abbandono dello Stato da parte della campagna di McCain. NC molto equilibrata, mentre l'Indiana può essere vinta da Obama solo se il vantaggio a livello nazionale supera i 7/8 punti percentuali. Ohio e Florida vanno al candidato democratico, che sicuramente è favorito in questi 2 Stati che rispecchiano in modo abbastanza fedele l'intero elettorato americano.

Il repubblicano Strategic Vision archivia la partia in Wisconsin, Washington e soprattutto Pennsylvania
StrategicVision: PA, WA, WI (10/31-11/2)
Pennsylvania 1,200 LV Obama 51, McCain 44 Obama +7
Washington 800 LV Obama 55, McCain 40Gov: Gregoire (D-i) 50, Rossi (R) 48 Obama +15
Wisconsin 800 LV Obama 53, McCain 40 Obama +13

Silvio=Obama Ma che c*&* dite?!?

Pubblico con discreto disgusto un pezzo sulla svolta pro Obama del PDL. Silvio=Obama? Ma che c*&*o dite!!!

TUTTI SUL CARRO, IL PDL DI OBAMA...Jacopo Iacoboni per "La Stampa" -

S'era capito tutto non quando parlò Bondi: quando ruppe il silenzio Mike. Illuminando tutti: «Sostengo Obama perché è capace di guidare il Paese delle libertà». Lo vedono così, nel centrodestra italiano, una specie di capo del Pdl mondiale. Non un candidato storico, il primo nero, il democratico dopo otto anni molto repubblicani, queste sono cose da osservatori. No, Obama seduce perché appare loro come un Silvio più giovane, perché rapisce le ministre, Gelmini-Carfagna-Prestigiacomo, perché parla «per slogan», «perché non è ideologico», perché insomma è figo ma non fighetta - anche se su questo esistono pareri discordi -, perché comunque alla destra italiana sembra tanto più glamour lui perfino degli stivaletti della Palin, che pure alle ministre non dispiacciono, e eccitano (sic) i commentatori d'area. Almeno Barack non è un vecchio. «È una novità», ha detto la Carfagna, «per questo ha battuto Hillary, non perché lei è donna». Raccontano sia questa la ragione per cui a Silvio Berlusconi in fondo scaldi il cuore assai più di John McCain: la freschezza-novità. Lo impressiona quel «fisico così muscoloso», come ha sussurrato la sera del terzo confronto in tv col senatore repubblicano. E al Columbus day il Cavaliere, che era a Washington, ha chiamato, sì, tutti e due i candidati, ma la telefonata con Obama è stata molto più calda, si sono salutati dicendosi «ci rivedremo» dopo una chiacchierata durata sette minuti. Per quella col povero John ne sono bastati meno della metà.Barack Obama Che Sandro Bondi indichi le similitudini tra Obama e Berlusconi (carisma, niente ideologia, rottura degli schemi), viene di conseguenza. Così come è conseguenziale che Franco Frattini, in tv di Lucia Annunziata, scorga affinità tra il democratico e il premier italiano, discorsi brevi, «basati molto sugli ideali» (e sarebbero?). Ma per risalire all'obamite del centrodestra italiano bisogna ricordarsi di ciò che Giulio Tremonti sta dicendo da mesi. Nell'ottobre del 2007 a Saint-Vincent, chiacchierando prima di discutere sul palco con Walter Veltroni, già diceva «vedrete che presto le soluzioni nostre parranno simili a quelle dei nuovi democratici americani». Quest'estate le cose si sono chiarite: alla notizia che anche Barack era intenzionato a introdurre qualcosa come una Robin Hood tax, il ministro dell'Economia se la cavò con una battuta, «sulla Robin Hood tax nessuno ha diritto d'autore, e non intendiamo chiedere diritti d'autore al candidato alla presidenza d'America. Ma Obama vuole tassare i guadagni dei petrolieri per dare ad ogni famiglia americana mille dollari». Tutti, come sempre, si sono adeguati. Con effetti a volte bizzarri. Mariastella Gelmini ha dichiarato che Obama sostiene una politica per la scuola stile Gelmini: «Sta proponendo per la scuola americana provvedimenti simili ai nostri. È un vero e coraggioso riformatore a differenza di Veltroni». Peccato risulti agli atti una relativa freddezza di Barack rispetto a quanto avviene nella penisola, malgrado i tanti amici autoproclamati nel Pd, e malgrado la circostanza che i soldi stanziati nel programma dei democratici Usa per la scuola siano 14 miliardi di dollari.Scaraffia e Silvia Ronchey Ognuno veda pure in Obama quel che vuol vedere, che problema c'è. Anselma Dell'Olio sta con Obama «perché è ora di cambiare», anche se Il Foglio non s'è fatto prendere, anzi. Renata Polverini, capo del sindacato di destra, dice che Obama le piace perché «può cambiare lo scenario internazionale e perché è nero». La Chiara Moroni ha raccolto un gruppo di parlamentari del Pdl, Lucio Malan, Marcello De Angelis, Fabio Granata, Paola Frassinetti, e fondato un sito, pdlperobama.com. Marcello de Angelis, direttore del periodico Area, ha anche schierato quel giornale della destra sociale limpidamente pro Obama. Sponsor indovinate chi? Giano Accame, consigliere di Gianni Alemanno, il sindaco che ha altri problemi da affrontare ma in privato, con Isabella Rauti e il suocero Pino, fondatore di Ordine Nuovo, avrebbe manifestato anche lui più simpatia per Obama che per McCain. E perché? «Area» si augura che gli Usa siano guidati da una sensibilità meno manichea sul Medio Oriente, e meno ostile alla Siria (Frattini è invece convinto che Obama non verrà a patti con Hamas). Insomma, non solo al centrodestra: Barack piace alla destra sociale! Meno a Fini, che a marzo scivolò dicendo di non sapere se gli Usa erano pronti a una presidenza di un nero. O a Gasparri, il quale se vincesse Obama ha annunciato «prenderei le distanze dalla Casa Bianca». Affermazione che turba i sonni del candidato di Chicago, e quel che è più grave addolora i kompagni del centrodestra d'Italia, sul carro di chi non ha ancora vinto.

Non l'avrei mai detto, ma in questo caso sarei tentato di dare ragione a Gasparri per la prima volta nella mia vita.

Sondaggi nazionali 03/11 Obama +6,5

Gallup: Obama 53, McCain 40 RV (+2), Obama 53, McCain 42 LV (+2)
Rasmussen: Obama 52, McCain 46 (+1)
Battleground: Obama 50, McCain 44 (+2)
Research 2000: Obama 50, McCain 44 (+1)
Hotline/FD: Obama 50, McCain 45 (0)
Zogby: Obama 51, McCain 44 (+2)
NBC/WSJ: Obama 52, McCain 44(-3)
Fox News: Obama 50, McCain 43 (+4)
DemCorps: Obama 51, McCain 44 (-2)
Marist: Obama 53, McCain 44 (+2)
NY Times/CBS: Obama 51, McCain 42 (0)
TIPP: Obama 47.5, McCain 43 (+2)
Ipsos: Obama 50, McCain 42 (+1)
ABC/WaPo: Obama 53, McCain 44 (0)

Media Obama 51,1 McCain 43,6 Obama +6,5

Gli ultimi sondaggi confermano lo scenario politico rilevato dalla fine di settembre. Obama ha un vantaggio significativo dal punto di vista demoscopico, e al di là delle oscillazioni tipiche del rumore statistico del campione, questa situazione non è mai cambiata. Non casualmente la maggior parte deigli istituti mostrano ora la stessa situazione, mentre Gallup rischia e prevede la più netta affermazione degli ultimi 20 anni, una vittoria travolgente di Obama che chiuderebbe col botto la rivoluzione conservatrice ideata da Goldwater e attuata da Reagan e famiglia Bush. Il campione che più sovrarappresenta i bianchi, Battleground, e il sample che più sovrastima le minoranze etniche, Research 2000, rilevano ora la medesima situazione. Qualcuno di loro sbaglia, e la dimensione dell'errore determinerà l'ampiezza della vittoria di Obama.

COLLEGIO ELETTORALE 03/11 Obama 367, McCain 171


La previsione del Collegio Elettorale rimane sempre stabile, con Obama a 367 Ev e McCain a 171. I Voti Elettorali demoscopicamente sicuri per Obama sono 264. Negli ultimi 7 giorni il ticket repubblicano non è stato nè in Colorado nè in Nevada, perchè considera, annotazione personale, questi Stati ormai persi. E con questi 14 Grandi Elettori arriva la Casa Bianca, tenendo la Pennsylvania.