domenica 6 dicembre 2009
Trionfo di Morales
Evo Morales è stato riconfermato presidente della Bolivia con oltre il 60% dei voti secondo i primi exit poll. Morales diventa così il primo Capo di Stato eletto per un seconda mandato. Netta maggioranza per il partito del presidente, Movimento per il Socialismo, sia alla Camera che al Senato.
Secondo exit poll Romania
In testa il candidato progressista, Geoana. Il secondo exit poll rileva un margine ridotto, 50,7 a 49, 3. Bisognerà aspettare i voti veri
In Romania vince la Sinistra
Secondo il primo exit poll della TV rumena, il candidato socialdemocratico Mircea Geona sarebbe in testa col 50,8% dei voti contro il 49.2% dell'attuale presidente, Traian Basescu.
PD cresce in tutt'Italia, PDL forte al Sud

Il sondaggio Ipsos - Sole 24 Ore permette di valutare la distribuzione geografica del consenso dei partiti, un elemento molto importante in ottica elezioni regionali. Nella tabella sotto sono stati inseriti i valori attuali dei due partiti principali, rilevati da Ipsos a fine novembre, con i risultati conseguiti da PD e PDL alle europee e alle politiche 2008. I dati sono suddivisi in cinque zone: Nord Ovest, Nord Est (Triveneto), Regioni Rosse, Centro Sud - Lazio, Abruzzo, Campania e Molise - e le altre regioni meridionali più le isole.

Il Partito Democratico è in risalita. A livello nazionale il PD è tornato sopra il 30%, e sommando Radicali e la nuova formazione rutelliana si arriva al 32,3, un valore molto vicino al 33% conseguito alle politiche. Il PD cresce in modo omogeneo per lo più a discapito delle formazioni alla sua sinistra, e raggiunge in 4 macro regioni su 5 i risultati conseguiti alle europee. L'unica zona dove sconta ancora una notevole difficoltà a recuperare è il Centro Sud. Sembra esserci ancora un effetto negativo legato alla Campania, che beneficia il PDL. Il partito di Berlusconi ottiene proprio nell'area centro meridionale il suo risultato migliore secondo Ipsos, probabilmente grazie all'impegno sui rifiuti campani e alla gestione del terremoto abruzzese. Come rimarcava il prof.D'Alimonte, la cassaforte dei voti del PDL si trova sotto Roma, mentre al Nord il partito è sostanzialmente stabile rispetto alle politiche 2008. In ottica regionali sembra determinante il ruolo dell'UDC, in particolare al Sud dove il partito di Casini è al 10% e potrebbe spostare alcune regioni - Calabria e Puglia - con la sua scelta.
sabato 5 dicembre 2009
Spd e la Die Linke iniziano ad avvinarsi
Lothar Bisky, figura storica della PDS prima e ora della Linke, parla apertamente di una possibile fusione tra il suo partito e la socialdemocrazia tedesca nei prossimi anni, anche se ha rimarcato come forse questo progetto spetterà ad una prossima generazione. Il riavvicinamento tra la Spd e la Sinistra tedesca si è appena verificato in Brandeburgo, dove il presidente Platzeck ha scaricato la Cdu formando una nuova maggioranza con la Linke. La rivelazione che un membro del parlamento regionale appartenente all'ex PDS lavorava con la Stasi ricorda come questo percorso sia molto difficile e accidentato.
Gli ultimi sondaggi rilevano una Spd sui valori delle politiche, una leggera ripresa dopo l'arretramento demoscopico subito dopo la disfatta delle federali.
Gli ultimi sondaggi rilevano una Spd sui valori delle politiche, una leggera ripresa dopo l'arretramento demoscopico subito dopo la disfatta delle federali.
Elettori bianchi molto più motivati
Settimana scorsa Nate Silver aveva notato come nel sondaggio di R2K per Daily Kos la composizione demografica dell'elettorato più propenso al voto era sproporzionatamente bianca. Questa settimana se possibile è ancora peggio, visto che nel campione di R2K i bianchi compongono l'81% dei votanti sicuri o probabili, i neri l'8,05%, gli ispanici il 9,1% e gli altri solo l'1,9%. Nelle midterm 2006 l'elettorato era composto al 79% da bianchi, 10% afro-americani, 8% latinos, 2% asiatici e 2% altri. Negli ultimi c'è stato un forte declino del voto bianco e una corrispondente crescita delle minoranze etniche, in particolare gli ispanici.
Secondo il tasso di cambiamento demografico riscontrato nelle ultime presidenziali e midterm i bianchi dovrebbero essere il 76% dell'elettorato del 2010. Attualmente lo scenario sembra molto diverso, e di conseguenza le prospettive dei Democratici sono abbastanza peggiorate.
Secondo il tasso di cambiamento demografico riscontrato nelle ultime presidenziali e midterm i bianchi dovrebbero essere il 76% dell'elettorato del 2010. Attualmente lo scenario sembra molto diverso, e di conseguenza le prospettive dei Democratici sono abbastanza peggiorate.Giovani ancora con Obama
Gli under 30 americani approvano l'operato del presidente con ampio margine, 58 a 39, un valore positivo ma inferiore rispetto al 66% del consenso ottenuto alle presidenziali. Più preoccupante è il mancato apprezzamento per le politiche messe in campo da Obama. I giovani statunitensi vogliono la public option ma non approvano l'operato del presidente sulla riforma sanitaria.
Netto contrasto alla guerra in Afghanistan. I 2/3 degli under 30 americani è contro l'invio di 30 mila nuovi soldati a Kabul.
Netto contrasto alla guerra in Afghanistan. I 2/3 degli under 30 americani è contro l'invio di 30 mila nuovi soldati a Kabul.
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