martedì 4 novembre 2008
L'Hawaii incorona suo figlio Obama
Tra 5 minuti i media americani annunceranno la vittoria di Barack Obama. Chiudono le urne la Califorina, l'Oregon e Washington che saranno vinti in modo oltremodo netto dal candidato democratico. L'Hawaii, il suo Stato natagli, e dove l'altro ieri è morta sua nonna, lo metterà sopra quota 270 Voti Elettorali e un cerchio si chiuderà. ulteriore simbolo di una notte magica
Obama presidente e l'ONDA BLU
Come previsto, l'America è stata percorsa da un'onda blu. Democratica e progressista, l'America si è scoperta diversa. Ad analizzare bene i risultati del 2004, la maggioranza democratica era già in fieri. Ora è esplosa e un figlio di un africano è l'uomo più potente del mondo.
Presidenziali: Obama ha vinto in modo netto, e avrà un risultato attorno ai 350 EV. A sorpresa l'Indiana è Toss-Up assoluto, e lì si pensava che i sondaggi sopravvalutassero il candidato democratico. Per il resto tutto come previsto. McCain tiene l'Appalacchia e il Sud più conservatore, gli Stati delle Montagne Rocciose e quelli delle grandi praterie. Dove ci sono insediamenti urbani i repubblicani arretrano paurosamente.
Senato: I Democratici si avviano a conquistare 59 seggi. Manca solo 1 alla quota magica di 60.
Camera è ancora presto ma la maggioranza democratica è già stata confermata.
Presidenziali: Obama ha vinto in modo netto, e avrà un risultato attorno ai 350 EV. A sorpresa l'Indiana è Toss-Up assoluto, e lì si pensava che i sondaggi sopravvalutassero il candidato democratico. Per il resto tutto come previsto. McCain tiene l'Appalacchia e il Sud più conservatore, gli Stati delle Montagne Rocciose e quelli delle grandi praterie. Dove ci sono insediamenti urbani i repubblicani arretrano paurosamente.
Senato: I Democratici si avviano a conquistare 59 seggi. Manca solo 1 alla quota magica di 60.
Camera è ancora presto ma la maggioranza democratica è già stata confermata.
Obama nuovo presidente Usa
0407 207 con l'Iowa, mentre McCain sale a 129. Obama arriverà oltre i 330 EV sicuramente, ora bisogna solo capire la dimensione della vittoria. Anche a Senato e Camera le cose vanno molto bene.
0400 Obama 200, McCain 124 per CNN e NBC. Obama è già presidente perchè vincera sicuramente Oregon, Washington e California che arriveranno sul tardi dato le 3 ore in più di fuso. CGuardando le contee del Nord Obama vince la Virginia, ha una più che concreta chance in Missouri, North Carolina e Indiana. Solo al Sud sta andando male, lì un nero è ancora inaccettabile per i bianchi.
0345 Obama vince anche la Virginia. mia previsione. New Mexico per Obama, che ormai spera di stravincere con Indiana e North Carolina, Obama in testa a Tampa dopo che i voti postali avevano drogato il consenso a McCain. Direi che pure in Florida mi posso esporre. Vincerà di poco il candidato democratico. Si arriva ai 350 a naso...
0330 Texas per poco ai Repubblicani, Arizona incertissimo. E' un massacro per i Repubblicani
0323 Exit poll Colorado: pari tra i bianchi, +30 tra gli ispanici. Obama vince il Colorado ed è il nuovo presidente degli Usa senza dubbio alcuno.
0320 Exit poll Ohio, Obama è a -4 tra i bianchi, Kerry stava a -12. Obama prende più voti tra i neri, che sono il 12% dell'elettorato mentre nel 2004 erano il 10. L'Ohio è di Obama
0315 Obama sta vincendo Loudoun County. E' al 33% dello scrutinio, il dato inizia ad essere significativo. Bush vinse con +11. Al 67% dello scrutinio è McCain 50- Obama 49, Però le contee buone per McCain hanno già dato i risultati, quelli pro Obama meno...
0305 Obama 175-McCain 70
0300 Assurdo. Michigan, Minnesota e Wisconsin sono già assegnate ad Obama, il Texas e l'Arizona sono too close to call...sta andando benissimo
0300: In Virginia mancano le contee del nord e Obama è a -5. Tra un pò arriva il Colorado...
0250 Exit poll Missouri: -8 tra i bianchi, +85 tra i neri. Non è malvagio. Al Senato North Carolina per i Democratici. Ottimo
0248 Ad ora siamo Obama a 102, McCain a 34
0235 Alabama a McCain, Obama stravince in Pennsylvania e molto bene in New Hampshire...io una sensazione su chi è il nuovo presidente ce l'ho...
0230 Obama vince il New Hampshire e il fatto che lo dicano già ora è già un buon segnale. Ora arriva l'Ohio, la Florida sarà un testa a testa. McCain va bene a Tampa, male a Orlando...
0215 Pennsylvania è ufficialmente assegnata dal consorzio che cura gli exit poll, però alcuni aspettano. Con la Pennsylvania ad Obama, McCain dovrebbe fare un miracolo in Colorado, Stato che ha praticamente abbandonato 1 settimana fa...
0210: Pennsylvania è data ad Obama, la CNN aspetta... in Florida Obama corre un pò peggio di Kerry tra i bianchi, meglio tra i neri che votano di più rispetto al 2004, gli ispanici sono clamorasamente da Obama al di là dell'errore statistico.
0200 Massachussetts, Illinois, Connecticut, DC, New Jersey, Maryland e Delaware a Obama, Tennessee e Oklahoma a McCain. Tutto normale, tranne che Mississippi e Alabama non sono subito assegnate al candidato repubblicano. Segnale brutto per McCain...
Voti Elettorali: Obama 77, McCain 34
0158 Obama sotto di 3 nel voto bianco in Indiana. Kerry stava circa a meno 25. Così dovrebbe vincere, ma aspettiamo...
0157 South Carolina a McCain. non è una sorpresa
0152 Obama 49 McCain 50 al 25% dello scrutinio in Indiana. Manca tutta la zona più favorevole ad Obama. Ci sono dati pazzeschi, dare un occhio please..
Obama winning Vigo county 57 - 42 (80% IN) which is a county bush won 53- 46
Jay Co Bush 66 - kerry 33 Mccain 52 - Obama 47 with half in that is a 28 pt swing toward the dems
southbend starting to come in Bush won that county 51 - 48 Obama is winning 64 - 35 with 33% in
0150 Obama sta vincendo nel voto popolare di 3 punti. Conta niente, ma gli Stati che hanno chiuso le urne sono quasi tutti conservatori.
01 40 su open left danno Obama avanti in North Carolina...
west virginia annunciata per McCain. normale Indiana sta andando incredibilmente bene
01.35 In Indiana vincerebbe Obama con l'exit poll...
01.30 Exit poll completo della CNN. Obama al 41 tra i bianchi, 92 afroamericani, 67 ispanici
bianchi 28,29
neri 19,32
ispanici 3,35
asiatici 2
Obama al 52,5 Ha vinto la Virginia, tra un pò l'annunciano
01.20 Situazine positiva negli exit poll della Virginia. Se Obama è al 40 tra i bianchi ha vinto, come sembra indicare l'exit poll. Se asiatici e ispanici han votato più del previsto, vince bene. In Indiana il dato mi sembra troppo buono per essere vero...
In Virginia: Obama won among women and split the make vote; he got 9 in 10 black voters; they're a little less than a quarter of the electorate. Among whites, nearly 60% are backing McCain -- that's eight points lower than John Kerry's number among whites. Critically, more than 50% of Virginians said that McCain would continue President Bush's policies. About 40% of black voters and 20% of white voters said that race was a factor in their choice.In Indiana, white working class voters backed Obama by 3 points; Obama has a lead among women; he's tied among men.
01.16 Da Ambinder
Indiana too close to call
Georgia too "early" to call, McCain lead
Virginia too early to call, Obama lead
South Carolina too early to call, McCain lead
Così è quasi fatta....Indiana pari e Virginia per Obama.
01.15 Daily Kos annuncia la vittoria, con discreto margine, della Virginia da parte di Obama. Vince anche il mio candidato preferito al Senato, Mark Warner. Così Obama è presidente. aspettiamo conferme che daily kos è un pò schierato...
01.15 In Vermont Obama domina tutte le categorie del voto, tranne repubblicani e conservatori. Abbastanza scontato.
01. 10 In Kentucky gli exit poll non sono molto buoni. Obama perde di 25 il voto bianco. E' un dato che conferma il problema appalachiano già emerso alle primarie, per l'Ohio si balla abbastanza.
01.05 CNN assegna Kentucky a McCain e Vermont a Obama. Virginia, Indiana, Georgia e South Carolina too close to call. Sono 4 Stati dominati da Bush nel 2004. La situazione è ottima.
00.56 In Kentucky Obama recupera e McConnell stenta... Bene....
00.55 Il sito con i risultati della Virginia, tra un pò
https://www.voterinfo.sbe.virginia.gov/publicsite/sbe%20Temp/
00.53: Aspettando la Virginia, CBS dice
CBS News reported 71% of voters in the exit disapproved of Bush. If that number holds up Atlantic Media political director Ron Brownstein estimates that Obama will end up winning between 52% and 54% of the electorate
00.50 In Kentucky vince McCain e McConnell conferma il seggio al Senato. Niente di inaspettato, neiente di preoccuopante
00.35 Primi exit poll. Tutto da valutare con calma
Florida: Obama 52 percent/McCain 44 percent
Georgia: Obama 47 percent/McCain 51 percent
Indiana: Obama 52 percent/McCain 48 percent
Iowa: Obama 58 percent/McCain 42 percent
Michigan: Obama 60 percent/McCain 39 percent
Minnesota: Obama 60 percent/McCain 39 percent
Missouri: Obama 52 percent/McCain 48 percent
Nevada: Obama 55 percent/McCain 45 percent
New Hampshire: Obama 57 percent/McCain 43 percent
New Mexico: Obama 56 percent/McCain 43 percent
North Carolina: Obama 52 percent/McCain 48 percent
Ohio: Obama 54 percent/McCain 45 percent
Pennsylvania: Obama 57 percent/McCain 42 percent
Virginia: Obama 55 percent/McCain 45 percent
West Virginia: Obama 44 percent/McCain 55 percent
Wisconsin: Obama 58 percent/McCain 42 percent
00.31: I temi più importanti nell'exit poll è l'economica, che domina
The top issue: economy 62%, Iraq 10%, terrorism 9%, health care 9%
00.30 Exit poll sugli early voters
Indiana: Obama 73 percent/McCain 23 percent
Ohio: Obama 69 percent/McCain 31 percent
Virginia: Obama 63 percent/McCain 36 percent
0400 Obama 200, McCain 124 per CNN e NBC. Obama è già presidente perchè vincera sicuramente Oregon, Washington e California che arriveranno sul tardi dato le 3 ore in più di fuso. CGuardando le contee del Nord Obama vince la Virginia, ha una più che concreta chance in Missouri, North Carolina e Indiana. Solo al Sud sta andando male, lì un nero è ancora inaccettabile per i bianchi.
0345 Obama vince anche la Virginia. mia previsione. New Mexico per Obama, che ormai spera di stravincere con Indiana e North Carolina, Obama in testa a Tampa dopo che i voti postali avevano drogato il consenso a McCain. Direi che pure in Florida mi posso esporre. Vincerà di poco il candidato democratico. Si arriva ai 350 a naso...
0330 Texas per poco ai Repubblicani, Arizona incertissimo. E' un massacro per i Repubblicani
0323 Exit poll Colorado: pari tra i bianchi, +30 tra gli ispanici. Obama vince il Colorado ed è il nuovo presidente degli Usa senza dubbio alcuno.
0320 Exit poll Ohio, Obama è a -4 tra i bianchi, Kerry stava a -12. Obama prende più voti tra i neri, che sono il 12% dell'elettorato mentre nel 2004 erano il 10. L'Ohio è di Obama
0315 Obama sta vincendo Loudoun County. E' al 33% dello scrutinio, il dato inizia ad essere significativo. Bush vinse con +11. Al 67% dello scrutinio è McCain 50- Obama 49, Però le contee buone per McCain hanno già dato i risultati, quelli pro Obama meno...
0305 Obama 175-McCain 70
0300 Assurdo. Michigan, Minnesota e Wisconsin sono già assegnate ad Obama, il Texas e l'Arizona sono too close to call...sta andando benissimo
0300: In Virginia mancano le contee del nord e Obama è a -5. Tra un pò arriva il Colorado...
0250 Exit poll Missouri: -8 tra i bianchi, +85 tra i neri. Non è malvagio. Al Senato North Carolina per i Democratici. Ottimo
0248 Ad ora siamo Obama a 102, McCain a 34
0235 Alabama a McCain, Obama stravince in Pennsylvania e molto bene in New Hampshire...io una sensazione su chi è il nuovo presidente ce l'ho...
0230 Obama vince il New Hampshire e il fatto che lo dicano già ora è già un buon segnale. Ora arriva l'Ohio, la Florida sarà un testa a testa. McCain va bene a Tampa, male a Orlando...
0215 Pennsylvania è ufficialmente assegnata dal consorzio che cura gli exit poll, però alcuni aspettano. Con la Pennsylvania ad Obama, McCain dovrebbe fare un miracolo in Colorado, Stato che ha praticamente abbandonato 1 settimana fa...
0210: Pennsylvania è data ad Obama, la CNN aspetta... in Florida Obama corre un pò peggio di Kerry tra i bianchi, meglio tra i neri che votano di più rispetto al 2004, gli ispanici sono clamorasamente da Obama al di là dell'errore statistico.
0200 Massachussetts, Illinois, Connecticut, DC, New Jersey, Maryland e Delaware a Obama, Tennessee e Oklahoma a McCain. Tutto normale, tranne che Mississippi e Alabama non sono subito assegnate al candidato repubblicano. Segnale brutto per McCain...
Voti Elettorali: Obama 77, McCain 34
0158 Obama sotto di 3 nel voto bianco in Indiana. Kerry stava circa a meno 25. Così dovrebbe vincere, ma aspettiamo...
0157 South Carolina a McCain. non è una sorpresa
0152 Obama 49 McCain 50 al 25% dello scrutinio in Indiana. Manca tutta la zona più favorevole ad Obama. Ci sono dati pazzeschi, dare un occhio please..
Obama winning Vigo county 57 - 42 (80% IN) which is a county bush won 53- 46
Jay Co Bush 66 - kerry 33 Mccain 52 - Obama 47 with half in that is a 28 pt swing toward the dems
southbend starting to come in Bush won that county 51 - 48 Obama is winning 64 - 35 with 33% in
0150 Obama sta vincendo nel voto popolare di 3 punti. Conta niente, ma gli Stati che hanno chiuso le urne sono quasi tutti conservatori.
01 40 su open left danno Obama avanti in North Carolina...
west virginia annunciata per McCain. normale Indiana sta andando incredibilmente bene
01.35 In Indiana vincerebbe Obama con l'exit poll...
01.30 Exit poll completo della CNN. Obama al 41 tra i bianchi, 92 afroamericani, 67 ispanici
bianchi 28,29
neri 19,32
ispanici 3,35
asiatici 2
Obama al 52,5 Ha vinto la Virginia, tra un pò l'annunciano
01.20 Situazine positiva negli exit poll della Virginia. Se Obama è al 40 tra i bianchi ha vinto, come sembra indicare l'exit poll. Se asiatici e ispanici han votato più del previsto, vince bene. In Indiana il dato mi sembra troppo buono per essere vero...
In Virginia: Obama won among women and split the make vote; he got 9 in 10 black voters; they're a little less than a quarter of the electorate. Among whites, nearly 60% are backing McCain -- that's eight points lower than John Kerry's number among whites. Critically, more than 50% of Virginians said that McCain would continue President Bush's policies. About 40% of black voters and 20% of white voters said that race was a factor in their choice.In Indiana, white working class voters backed Obama by 3 points; Obama has a lead among women; he's tied among men.
01.16 Da Ambinder
Indiana too close to call
Georgia too "early" to call, McCain lead
Virginia too early to call, Obama lead
South Carolina too early to call, McCain lead
Così è quasi fatta....Indiana pari e Virginia per Obama.
01.15 Daily Kos annuncia la vittoria, con discreto margine, della Virginia da parte di Obama. Vince anche il mio candidato preferito al Senato, Mark Warner. Così Obama è presidente. aspettiamo conferme che daily kos è un pò schierato...
01.15 In Vermont Obama domina tutte le categorie del voto, tranne repubblicani e conservatori. Abbastanza scontato.
01. 10 In Kentucky gli exit poll non sono molto buoni. Obama perde di 25 il voto bianco. E' un dato che conferma il problema appalachiano già emerso alle primarie, per l'Ohio si balla abbastanza.
01.05 CNN assegna Kentucky a McCain e Vermont a Obama. Virginia, Indiana, Georgia e South Carolina too close to call. Sono 4 Stati dominati da Bush nel 2004. La situazione è ottima.
00.56 In Kentucky Obama recupera e McConnell stenta... Bene....
00.55 Il sito con i risultati della Virginia, tra un pò
https://www.voterinfo.sbe.virginia.gov/publicsite/sbe%20Temp/
00.53: Aspettando la Virginia, CBS dice
CBS News reported 71% of voters in the exit disapproved of Bush. If that number holds up Atlantic Media political director Ron Brownstein estimates that Obama will end up winning between 52% and 54% of the electorate
00.50 In Kentucky vince McCain e McConnell conferma il seggio al Senato. Niente di inaspettato, neiente di preoccuopante
00.35 Primi exit poll. Tutto da valutare con calma
Florida: Obama 52 percent/McCain 44 percent
Georgia: Obama 47 percent/McCain 51 percent
Indiana: Obama 52 percent/McCain 48 percent
Iowa: Obama 58 percent/McCain 42 percent
Michigan: Obama 60 percent/McCain 39 percent
Minnesota: Obama 60 percent/McCain 39 percent
Missouri: Obama 52 percent/McCain 48 percent
Nevada: Obama 55 percent/McCain 45 percent
New Hampshire: Obama 57 percent/McCain 43 percent
New Mexico: Obama 56 percent/McCain 43 percent
North Carolina: Obama 52 percent/McCain 48 percent
Ohio: Obama 54 percent/McCain 45 percent
Pennsylvania: Obama 57 percent/McCain 42 percent
Virginia: Obama 55 percent/McCain 45 percent
West Virginia: Obama 44 percent/McCain 55 percent
Wisconsin: Obama 58 percent/McCain 42 percent
00.31: I temi più importanti nell'exit poll è l'economica, che domina
The top issue: economy 62%, Iraq 10%, terrorism 9%, health care 9%
00.30 Exit poll sugli early voters
Indiana: Obama 73 percent/McCain 23 percent
Ohio: Obama 69 percent/McCain 31 percent
Virginia: Obama 63 percent/McCain 36 percent
PAUSA
L'America Vota
20.10 Le parole di Obama ai giornalisti dopo il comizio di Indianapolis
I think we can win Indiana, otherwise I wouldn't be in Indiana
C'è estrema sicurezza nel quartier generale a Chicago, lo Stato dell'Indiana può essere vinto solo se il margine a livello nazionale è superiore al 6 percento.
20.05 c'è molta calma nella blogosfera americana, sia quella ufficiale dei mainstream media che in quella più militante. Succedono i soliti problemi alle macchine elettorali, e in Virginia un comitato ha già chiesto di prolungare il voto. La folla ai seggi è enorme, la passione è grande.
20.00 Ultime proiezioni da siti a me cari,538 e RN. Nate vede Obama vincere 353 a 185. Andrea Mancia sceglie il rischio vede la vittoria repubblican, assegnando la Pennsylvania a McCain, che conferma tutti gli Swing States vinti da Bush nel 2004 tranne Colorado, Iowa, New Mexico e Nevada. Il destro Mancia si cautela con una seconda previsione pro sondaggi che vede la vittoria di Obama a 291 contro 247.
17.15 Mark Blumenthal e Nate Silver spiegano perchè bisogna diffidare degli exit poll, che probabilmente saranno clamorosi, e aspettare i voti veri.
17.10 Battleground è l'ultimo sondaggio prima degli exit poll. L'istituto rileva Obama al 49%, McCain al 45%. I due sondaggisti che compongono il team di Battleground si dividono nella proiezione finale: il democratico Lake alloca gli indecisi in modo più favorevole ad Obama, che vincerebbe 51.5 a 45.6. Il repubblicano Tarrance invece distribuisce quasi tutti gli indecisi a McCain, che perderebbe in modo più contenuto: Obama 50.2, McCain 48.3
17.05 Obama va in Indiana per l'ultimo comizio della campagna elettorale. Si cerca il trionfo. Mi ricordo delle corse affannate di Gore in Florida e di Kerry in Ohio nell'ultimo giorno per il push finale che poi non arrivò, ma le prospettive cambiano quando si dominano sondaggi, raccolta finanziaria e si ha la più incredibile macchina organizzativa della storia politica americana. Ieri oltre un milione di porte sono state bussate in Ohio dai volontari. Obama prima di prendere l'aero per Indianapolis :
I feel great and it was fun. I had a chance to vote with my daughters," he said. "I feel really good."
Asked whether he was feeling sentimental about the campaign, Obama said those feelings would have to wait.
"You know, I'm sure I will tonight. That's when polls close," he said. "The journey ends, but voting with my daughters, that was a big deal."
Obama also joked that he was a little worried about his wife's vote.
"I noticed that Michelle took a long time though," he said. "I had to check to see who she was voting for
15.35 In due paesini del New Hampshire, vinti da Bush nel 2004, Obama ha già vinto. Le urne sono già state chiuse. Ecco l'esito del voto:
Dixville Notch, Obama 16-5
Hart's Landing, Obama 17-10
I voti sono in totale 48, quindi il campione è quel che è, però sembra un segnale incoraggiante.
15.30 il mio blogger preferito, Jerome Armstrong, dice Obama 52.2 to 45.8. Princeton Election Consortium invece rileva con la loro metodologia Obama 53%, McCain 46% nel voto popolare e Obama 352 EV, McCain 186 EV nel Collegio Elettorale. Ambinder invece non si sbilancia, anche se ritiene la vittoria netta di Obama l'ipotesi più probabile. Chris Bowers invece vede questo: Electoral Vote: Obama 353--185 McCain National Popular Vote: Obama 52.8%--45.7% McCain. Nate Silver prevede Obama 346, McCain 192 nel Collegio Elettorale, 52 a 46 nel voto popolare. Secondo i calcoli di 538, McCain ha solo l'1.9% di vincere.
15.15 Ultimi sondaggi che posto, dopo che per mesi mi sono ammazzato su questi, come giustamente dice il riformista dellIllinois Rasmussen: Obama 52, McCain 46WaPo/ABC: Obama 53, McCain 44Research 2000: Obama 51, McCain 46Zogby: Obama 54.1, McCain 42.7TIPP: Obama 51.5, McCain 44.6YouGov (sondaggio via Internet) Obama 51, McCain 45
I think we can win Indiana, otherwise I wouldn't be in Indiana
C'è estrema sicurezza nel quartier generale a Chicago, lo Stato dell'Indiana può essere vinto solo se il margine a livello nazionale è superiore al 6 percento.
20.05 c'è molta calma nella blogosfera americana, sia quella ufficiale dei mainstream media che in quella più militante. Succedono i soliti problemi alle macchine elettorali, e in Virginia un comitato ha già chiesto di prolungare il voto. La folla ai seggi è enorme, la passione è grande.
20.00 Ultime proiezioni da siti a me cari,538 e RN. Nate vede Obama vincere 353 a 185. Andrea Mancia sceglie il rischio vede la vittoria repubblican, assegnando la Pennsylvania a McCain, che conferma tutti gli Swing States vinti da Bush nel 2004 tranne Colorado, Iowa, New Mexico e Nevada. Il destro Mancia si cautela con una seconda previsione pro sondaggi che vede la vittoria di Obama a 291 contro 247.
17.15 Mark Blumenthal e Nate Silver spiegano perchè bisogna diffidare degli exit poll, che probabilmente saranno clamorosi, e aspettare i voti veri.
17.10 Battleground è l'ultimo sondaggio prima degli exit poll. L'istituto rileva Obama al 49%, McCain al 45%. I due sondaggisti che compongono il team di Battleground si dividono nella proiezione finale: il democratico Lake alloca gli indecisi in modo più favorevole ad Obama, che vincerebbe 51.5 a 45.6. Il repubblicano Tarrance invece distribuisce quasi tutti gli indecisi a McCain, che perderebbe in modo più contenuto: Obama 50.2, McCain 48.3
17.05 Obama va in Indiana per l'ultimo comizio della campagna elettorale. Si cerca il trionfo. Mi ricordo delle corse affannate di Gore in Florida e di Kerry in Ohio nell'ultimo giorno per il push finale che poi non arrivò, ma le prospettive cambiano quando si dominano sondaggi, raccolta finanziaria e si ha la più incredibile macchina organizzativa della storia politica americana. Ieri oltre un milione di porte sono state bussate in Ohio dai volontari. Obama prima di prendere l'aero per Indianapolis :
I feel great and it was fun. I had a chance to vote with my daughters," he said. "I feel really good."
Asked whether he was feeling sentimental about the campaign, Obama said those feelings would have to wait.
"You know, I'm sure I will tonight. That's when polls close," he said. "The journey ends, but voting with my daughters, that was a big deal."
Obama also joked that he was a little worried about his wife's vote.
"I noticed that Michelle took a long time though," he said. "I had to check to see who she was voting for
15.35 In due paesini del New Hampshire, vinti da Bush nel 2004, Obama ha già vinto. Le urne sono già state chiuse. Ecco l'esito del voto:
Dixville Notch, Obama 16-5
Hart's Landing, Obama 17-10
I voti sono in totale 48, quindi il campione è quel che è, però sembra un segnale incoraggiante.
15.30 il mio blogger preferito, Jerome Armstrong, dice Obama 52.2 to 45.8. Princeton Election Consortium invece rileva con la loro metodologia Obama 53%, McCain 46% nel voto popolare e Obama 352 EV, McCain 186 EV nel Collegio Elettorale. Ambinder invece non si sbilancia, anche se ritiene la vittoria netta di Obama l'ipotesi più probabile. Chris Bowers invece vede questo: Electoral Vote: Obama 353--185 McCain National Popular Vote: Obama 52.8%--45.7% McCain. Nate Silver prevede Obama 346, McCain 192 nel Collegio Elettorale, 52 a 46 nel voto popolare. Secondo i calcoli di 538, McCain ha solo l'1.9% di vincere.
15.15 Ultimi sondaggi che posto, dopo che per mesi mi sono ammazzato su questi, come giustamente dice il riformista dellIllinois Rasmussen: Obama 52, McCain 46WaPo/ABC: Obama 53, McCain 44Research 2000: Obama 51, McCain 46Zogby: Obama 54.1, McCain 42.7TIPP: Obama 51.5, McCain 44.6YouGov (sondaggio via Internet) Obama 51, McCain 45
L'America Vota
Con il voto della famiglia Obama inzia il liveblogging costante ma spesso interrotto delle elezioni americane. Un grazie di cuore a Michele Mancino e alla redazione di Varesenews.


Il trionfo di Obama è la rivincita di McGovern
I sondaggi nazionali per le elezioni presidenziali hanno mostrato risultati spesso contradditori tra loro, anche se ieri tutti i sondaggisti si sono messi d’accordo nell’indicare una chiara vittoria di Obama. La paura di perdere la faccia è sempre grossa. Io ne ho un pò meno e metto un'analisi sul voto di oggi che ho scritto un mesetto fa e poi ho aggiornato nelle ultime settimane.
4 anni fa il quadro delle indagini demoscopiche era molto più coerente di oggi. Le motivazioni sono sostanzialmente due: la prima causa è l’assenza del presidente, che toglie la possibilità di confrontare i dati di previsione delle elezioni con quelli di consenso sul suo operato. Nel 2004 Bush ottenne il 51% come tasso di approvazione nell’ultimo sondaggio Gallup, e alla urne la stessa percentuale si ripresentò. Il secondo motivo, più importante, è il profondo cambiamento demografico dell’elettorato. Le minoranze etniche rappresentano una fascia sempre più consistente della popolazione americana, e la loro maggior partecipazione altera le dinamiche di voto. Le persone di origine non europea sono già oltre il 30% della popolazione statunitense, e rappresentano ormai un quarto abbondante dell’elettorato. L’America è sempre meno bianca, e la magnitudo di questo cambiamento si manifesterà nel voto di oggi.
Nel 1988 Bush padre vinse di 19 punti nel segmento bianco del voto. Nel 2004 Bush figlio ottenne 17 punti più del suo avversario nella fascia più consistente della popolazione americana. Perché il trionfo di Bush padre, +7,5 su Dukakis, si tradusse nella significativa ma comunque più incerta riconferma di un presidente nell’ultimo secolo, +2,4 su Kerry? La risposta è la crescita del peso demografico delle minoranze etniche. Nel 1988 i bianchi rappresentavano l’85% dell’elettorato, nel 2004 invece il 77%. Questa percentuale è destinata a calare ulteriormente in questa tornata presidenziale, dato che ora ben il 40% degli under 30 statunitensi ha origini asiatiche, afro-americane oppure ispaniche. Nel 2004 Bush, che a differenza della volgata comune è sempre stato molto attento alle minoranze grazie anche alla sua provenienza texana, ottenne un grande risultato in questo segmento del voto dominato negli ultimi 20 anni dai Democratici. Gli ispanici per la prima volta votarono in maniera equilibrata, e il presidente repubblicano seppe fermare la costante emorragia del voto asiatico, che fino a Clinton era stato un bacino repubblicano.
1988: Bianchi 85% R+19, Neri 10% D+78, Ispanici 3% D+40
1992: Bianchi 87% R+2, Neri 8% D+73, Ispanici 2% D +36, Asiatici 1% R+24
1996: Bianchi 83% R+2, Neri 10% D+72, Ispanici 5% D+51, Asiatici 1% R+4
2000: Bianchi 81% R+13, Neri 10% D+79, Ispanici 7% D+27%, Asiatici 2% D +14
2004: Bianchi 77% R+17, Neri 11% D+77, Ispanici 8% D+9, Asiatici D+13, Altro 2% D+14
Il 2004 non è stato l’avvento di una nuova era repubblicana, come preconizzava Karl Rove, ma il canto del cigno della coalizione reaganiana che ha eletto i due Bush e pesantemente influenzato l’Amministrazione Clinton. I businessmen di origine anglosassone, gli evangelici, i white ethnics conservatori e gli antistatalisti sono ora minoranza demografica e sociale nell’America di oggi. I repubblicani, timorosi di perdere il loro primato nel voto bianco, hanno deciso di suicidarsi nella etnia caratterizzata dal più alto tasso di crescita demografica, come postulato a pagina 241 di Right Nation, il capolavoro dei corrispondenti americani di The Economist. John Micklethwait e Adrian Woolridge: “non c’è alcuna ragione per la quale i Repubblicani non possano crescere tra gli ispanici a meno che si sparino nei piedi supportando politiche restrittive sull’immigrazione”. Le parole dei due giornalisti inglesi suonano profetiche analizzando il voto delle Midterm 2006, quando per la prima volta da 20 anni i Democratici superano nettamente il 50% a livello nazionale.
2006: Bianchi R+4, Neri D+79, Ispanici D+39, Asiatici D+25, Altro D+13
L’avversione oltraggiosa dei Repubblicani alla sanatoria dell’immigrazione clandestina proposta dall’Amministrazione Bush in ottemperanza alla promessa elettorale (decisiva più che il 11/9?) del 2004 ha fatto crollare il Gop tra gli ispanici, mentre l’emorragia del consenso asiatico è ripresa. Il margine di vantaggio dei Repubblicani subisce una drastica riduzione anche nel voto bianco, ma l’intensità di questo movimento è molto più accentuata tra le minoranze etniche. La guerra in Iraq, la gestione dello Stato favorevole alle lobby e indifferente alle preoccupazioni della classe media, la crisi economica e l’insistenza repubblicana sui valori culturali e sociali dell’uomo bianco hanno scavato un fossato ormai invalicabile tra i conservatori e i nuovi gruppi figli dei fenomeni migratori degli ultimi decenni. Ogni sondaggio condotto su questo segmento elettorale composto da neri, ispanici, asiatici e nativi americani dopo il 2006 ha mostrato valori di consenso dei Democratici intorno al 70/75%. Di conseguenza oggi è lecito aspettarsi un voto simile a quello del 2006 da parte di asiatici e ispanici, mentre l’elettorato afro-americano dovrebbe sia aumentare di numero che incrementare le soverchianti maggioranza che regala ai Dems ormai da qualche decennio.
Previsione del voto di oggi su base demografica, senza bianchi
2008: Neri 12% D+90, Ispanici 9/10% D+35, Asiatici 2/3% D+30, Altro 2% D+18
Il segmento bianco del voto è più imponderabile, e gli stessi sondaggi di questi giorni rilevano margini molto differenti. Gli unici due elementi certi sono la riduzione della sua consistenza in rapporto all’elettorato complessivo e la vittoria di McCain. Le donne bianche e i cattolici mostreranno la diffidenza nei confronti dell’Amministrazione Bush rilevata 2 anni fa e grazie al netto incremento di Obama tra i laureati bianchi, che ancora nel 2004 preferirono il presidente uscente, il candidato democratico otterrà valori simili a quelli ottenuti da Clinton nel 1996.
Previsione voto oggi su base demografica
2008: Bianchi 73/4% R+7/10, Neri 12% D+90, Ispanici 10% D+35, Asiatici 3% D+30, Altro 2% D+18 Obama 52,8 +/- 1
Obama sarà presidente e per la prima volta entrerà alla Casa Bianca il candidato che perde in modo statisticamente significativo il voto del segmento più consistente della popolazione americana. Il vantaggio su McCain a livello nazionale renderà ininfluente il ruolo degli Stati in bilico, che saranno per lo più vinti dal senatore junior dell’Illinois. Gli ispanici e i lavoratori ad istruzione universitaria porteranno in dote il Colorado, una diversa coalizione di giovani, laureati, latini, afro-americani ed asiatici regalerà la Virginia e il Nevada, il trend nazionale determinerà il risultato pro Obama di Ohio e Florida, così come la Pennsylvania si negherà alle avances dei Repubblicani. Missouri e North Carolina termineranno sul filo di lana, mentre Georgia, Indiana, Montana e North Dakota salveranno McCain da una catastrofe elettorale. I Democratici domineranno Camera e Senato grazie all’incremento della loro base elettorale. Nel 2004 i repubblicani erano il 37% dei votanti, lo stesso valore degli elettori Dems, mentre nel 2006 i primi erano scesi al 36 e i secondi cresciuti al 38. Un piccolo scostamento, mentre gli indipendenti scelsero in maniera decisiva i candidati democratici. Oggi molti di quegli indipendenti si sentono o si sono registrati come democratici, e i repubblicani avranno almeno 5 punti di distacco nell’identificazione politica.
Nel 1972 George McGovern rivoluzionò la politica americana vincendo la nomination democratica grazie alla mobilitazione dei giovani pacifisti e all’introduzione dei caucus per il calcolo dei delegati della Convention nazionale. McGovern trasformò i Democratici nel partito delle minoranze sociali ed etniche, decretandone così la minoranza strutturale nell’America degli anni ’70, ’80 e ’90. Nel 2008 un figlio di un immigrato di origine africana ha strappato la nomination grazie ai giovani e al trionfo nei caucus, le assemblee degli attivisti che sono molto meno partecipate delle primarie. Ora esistono le condizioni demografiche e il clima politico perché il partito delle minoranze, donne e giovani, neri e ispanici, figli di immigrati di prima e seconda generazione, diventi la nuova maggioranza strutturale della politica americana.
Si compie così la rivincita di McGovern, il peggiore candidato democratico nella storia delle presidenziali.
L'America progressista deve ora trovare le sintesi politiche perchè la sua coalizione sociale ora maggioritaria possa dominare la politica americana: al momento sembra prevalere il pensiero in negativo rispetto ai postulati conservatori, ma ciò non basterà per generare una nuova era politica, simile a quella inaugurata da Roosevelt nel 1936 o da Reagan nel 1980. Il presidente Barack Hussein Obama avrà questo compito e l'eventuale successo della sua agenda determinerà il ciclo elettorale americano dei prossimi 20 anni.
4 anni fa il quadro delle indagini demoscopiche era molto più coerente di oggi. Le motivazioni sono sostanzialmente due: la prima causa è l’assenza del presidente, che toglie la possibilità di confrontare i dati di previsione delle elezioni con quelli di consenso sul suo operato. Nel 2004 Bush ottenne il 51% come tasso di approvazione nell’ultimo sondaggio Gallup, e alla urne la stessa percentuale si ripresentò. Il secondo motivo, più importante, è il profondo cambiamento demografico dell’elettorato. Le minoranze etniche rappresentano una fascia sempre più consistente della popolazione americana, e la loro maggior partecipazione altera le dinamiche di voto. Le persone di origine non europea sono già oltre il 30% della popolazione statunitense, e rappresentano ormai un quarto abbondante dell’elettorato. L’America è sempre meno bianca, e la magnitudo di questo cambiamento si manifesterà nel voto di oggi.
Nel 1988 Bush padre vinse di 19 punti nel segmento bianco del voto. Nel 2004 Bush figlio ottenne 17 punti più del suo avversario nella fascia più consistente della popolazione americana. Perché il trionfo di Bush padre, +7,5 su Dukakis, si tradusse nella significativa ma comunque più incerta riconferma di un presidente nell’ultimo secolo, +2,4 su Kerry? La risposta è la crescita del peso demografico delle minoranze etniche. Nel 1988 i bianchi rappresentavano l’85% dell’elettorato, nel 2004 invece il 77%. Questa percentuale è destinata a calare ulteriormente in questa tornata presidenziale, dato che ora ben il 40% degli under 30 statunitensi ha origini asiatiche, afro-americane oppure ispaniche. Nel 2004 Bush, che a differenza della volgata comune è sempre stato molto attento alle minoranze grazie anche alla sua provenienza texana, ottenne un grande risultato in questo segmento del voto dominato negli ultimi 20 anni dai Democratici. Gli ispanici per la prima volta votarono in maniera equilibrata, e il presidente repubblicano seppe fermare la costante emorragia del voto asiatico, che fino a Clinton era stato un bacino repubblicano.
1988: Bianchi 85% R+19, Neri 10% D+78, Ispanici 3% D+40
1992: Bianchi 87% R+2, Neri 8% D+73, Ispanici 2% D +36, Asiatici 1% R+24
1996: Bianchi 83% R+2, Neri 10% D+72, Ispanici 5% D+51, Asiatici 1% R+4
2000: Bianchi 81% R+13, Neri 10% D+79, Ispanici 7% D+27%, Asiatici 2% D +14
2004: Bianchi 77% R+17, Neri 11% D+77, Ispanici 8% D+9, Asiatici D+13, Altro 2% D+14
Il 2004 non è stato l’avvento di una nuova era repubblicana, come preconizzava Karl Rove, ma il canto del cigno della coalizione reaganiana che ha eletto i due Bush e pesantemente influenzato l’Amministrazione Clinton. I businessmen di origine anglosassone, gli evangelici, i white ethnics conservatori e gli antistatalisti sono ora minoranza demografica e sociale nell’America di oggi. I repubblicani, timorosi di perdere il loro primato nel voto bianco, hanno deciso di suicidarsi nella etnia caratterizzata dal più alto tasso di crescita demografica, come postulato a pagina 241 di Right Nation, il capolavoro dei corrispondenti americani di The Economist. John Micklethwait e Adrian Woolridge: “non c’è alcuna ragione per la quale i Repubblicani non possano crescere tra gli ispanici a meno che si sparino nei piedi supportando politiche restrittive sull’immigrazione”. Le parole dei due giornalisti inglesi suonano profetiche analizzando il voto delle Midterm 2006, quando per la prima volta da 20 anni i Democratici superano nettamente il 50% a livello nazionale.
2006: Bianchi R+4, Neri D+79, Ispanici D+39, Asiatici D+25, Altro D+13
L’avversione oltraggiosa dei Repubblicani alla sanatoria dell’immigrazione clandestina proposta dall’Amministrazione Bush in ottemperanza alla promessa elettorale (decisiva più che il 11/9?) del 2004 ha fatto crollare il Gop tra gli ispanici, mentre l’emorragia del consenso asiatico è ripresa. Il margine di vantaggio dei Repubblicani subisce una drastica riduzione anche nel voto bianco, ma l’intensità di questo movimento è molto più accentuata tra le minoranze etniche. La guerra in Iraq, la gestione dello Stato favorevole alle lobby e indifferente alle preoccupazioni della classe media, la crisi economica e l’insistenza repubblicana sui valori culturali e sociali dell’uomo bianco hanno scavato un fossato ormai invalicabile tra i conservatori e i nuovi gruppi figli dei fenomeni migratori degli ultimi decenni. Ogni sondaggio condotto su questo segmento elettorale composto da neri, ispanici, asiatici e nativi americani dopo il 2006 ha mostrato valori di consenso dei Democratici intorno al 70/75%. Di conseguenza oggi è lecito aspettarsi un voto simile a quello del 2006 da parte di asiatici e ispanici, mentre l’elettorato afro-americano dovrebbe sia aumentare di numero che incrementare le soverchianti maggioranza che regala ai Dems ormai da qualche decennio.
Previsione del voto di oggi su base demografica, senza bianchi
2008: Neri 12% D+90, Ispanici 9/10% D+35, Asiatici 2/3% D+30, Altro 2% D+18
Il segmento bianco del voto è più imponderabile, e gli stessi sondaggi di questi giorni rilevano margini molto differenti. Gli unici due elementi certi sono la riduzione della sua consistenza in rapporto all’elettorato complessivo e la vittoria di McCain. Le donne bianche e i cattolici mostreranno la diffidenza nei confronti dell’Amministrazione Bush rilevata 2 anni fa e grazie al netto incremento di Obama tra i laureati bianchi, che ancora nel 2004 preferirono il presidente uscente, il candidato democratico otterrà valori simili a quelli ottenuti da Clinton nel 1996.
Previsione voto oggi su base demografica
2008: Bianchi 73/4% R+7/10, Neri 12% D+90, Ispanici 10% D+35, Asiatici 3% D+30, Altro 2% D+18 Obama 52,8 +/- 1
Obama sarà presidente e per la prima volta entrerà alla Casa Bianca il candidato che perde in modo statisticamente significativo il voto del segmento più consistente della popolazione americana. Il vantaggio su McCain a livello nazionale renderà ininfluente il ruolo degli Stati in bilico, che saranno per lo più vinti dal senatore junior dell’Illinois. Gli ispanici e i lavoratori ad istruzione universitaria porteranno in dote il Colorado, una diversa coalizione di giovani, laureati, latini, afro-americani ed asiatici regalerà la Virginia e il Nevada, il trend nazionale determinerà il risultato pro Obama di Ohio e Florida, così come la Pennsylvania si negherà alle avances dei Repubblicani. Missouri e North Carolina termineranno sul filo di lana, mentre Georgia, Indiana, Montana e North Dakota salveranno McCain da una catastrofe elettorale. I Democratici domineranno Camera e Senato grazie all’incremento della loro base elettorale. Nel 2004 i repubblicani erano il 37% dei votanti, lo stesso valore degli elettori Dems, mentre nel 2006 i primi erano scesi al 36 e i secondi cresciuti al 38. Un piccolo scostamento, mentre gli indipendenti scelsero in maniera decisiva i candidati democratici. Oggi molti di quegli indipendenti si sentono o si sono registrati come democratici, e i repubblicani avranno almeno 5 punti di distacco nell’identificazione politica.
Nel 1972 George McGovern rivoluzionò la politica americana vincendo la nomination democratica grazie alla mobilitazione dei giovani pacifisti e all’introduzione dei caucus per il calcolo dei delegati della Convention nazionale. McGovern trasformò i Democratici nel partito delle minoranze sociali ed etniche, decretandone così la minoranza strutturale nell’America degli anni ’70, ’80 e ’90. Nel 2008 un figlio di un immigrato di origine africana ha strappato la nomination grazie ai giovani e al trionfo nei caucus, le assemblee degli attivisti che sono molto meno partecipate delle primarie. Ora esistono le condizioni demografiche e il clima politico perché il partito delle minoranze, donne e giovani, neri e ispanici, figli di immigrati di prima e seconda generazione, diventi la nuova maggioranza strutturale della politica americana.
Si compie così la rivincita di McGovern, il peggiore candidato democratico nella storia delle presidenziali.
L'America progressista deve ora trovare le sintesi politiche perchè la sua coalizione sociale ora maggioritaria possa dominare la politica americana: al momento sembra prevalere il pensiero in negativo rispetto ai postulati conservatori, ma ciò non basterà per generare una nuova era politica, simile a quella inaugurata da Roosevelt nel 1936 o da Reagan nel 1980. Il presidente Barack Hussein Obama avrà questo compito e l'eventuale successo della sua agenda determinerà il ciclo elettorale americano dei prossimi 20 anni.
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