mercoledì 24 settembre 2008

Sondaggi negli Stati 23/9



Giornata positiva per Obama nelle indagini condotte a livello statale. Le notizie migliori arrivano da Quinnipiac e PPP, che rilevano un vantaggio significativo per Obama in Colorado. Mantenendo gli Stati di Kerry, e con Iowa e New Mexico quasi in cassaforte, il Colorado battezzerebbe non solo la prima nomination di un afro-americano, avvenuta a Denver a fine agosto, ma darebbe anche la Casa Bianca il 4 Novembre. Quinnipiac ha aggiornato la sua indagine sui Battlegrounds: conduce sempre Obama, anche se i soli due punti di vantaggio in Minnesota sono motivo di preoccupazione. Mason-Dixon rileva un ottimo +2 in Florida, mentre InsiderAdvantage registra un pareggio in Ohio. Il + 4 di ARG in Pennsylvania, lo Stato dove più spendeno McCain e il Gop, è altrettanto positivo. L'Appalachia e l'Ozark respingono invece Obama, come mostrano i sondaggi su Kentucky e Arkansas, un dato che un pò inquieta per PA e OH, mentre il Pacific Northwest(Oregon e Washington) è sempre più blu democratico.

martedì 23 settembre 2008

Sondaggi nazionali 23/9

Giornata negativa nei tracking di Obama, che mostra un lieve arretramento in quattro rilevazioni su cinque. Un solo punto percentuale, segnale di un leggero assestamento dopo la spinta generata dalla tempesta finanziaria che ha colpito Wall Street

GALLUP: Obama 47, McCain 44 (-1)
RASMUSSEN: Obama 48, McCain 48 (-1)
BATTLEGROUND: Obama 46, McCain 48 (-1)
RESEARCH 2000: Obama 49, McCain 43 (0)
HOTLINE/FD: Obama 47, McCain 43 (-1)
ARG: Obama 48, McCain 46 (+5)

Media vantaggio: Obama 2,1

ARG aggiorna il suo sondaggio settimanale condotto a livello nazionale. Obama recupera 5 punti, segno della fine del bounce che aveva spinto McCain dopo la Convention. Il candidato democratico beneficia del ricompattamento della sua base elettorale. John Judis si è interrogato sul tracking di Research 2000, l'unico che oggi rileva un vantaggio di Obama superiore al margine di errore statistico, grazie soprattutto ad un campione di likely voters che sovrarappresenta le minoranze etniche. Chris Bowers rimarca altri dubbi, in particolare l'alto numero di elettori che rifiutano di identicarsi in una delle 3 categorie(Dem, Rep, Ind) proposte dai sondaggisti. Research 2000 pubblica su Daily Kos, aggregatore di blog progressisti, i suoi internals, che lasciano un pelo perplesso anche il sottoscritto. Obama è indietro nel voto bianco in media di 14/16 punti, un risultato simile a quello ottenuto da Kerry nel 2004. Un tale gap può essere colmato col plebiscito degli afroamericani e con un forte supporto di ispanici e asiatici, trascurati ma importanti come sottolineato da Bowers, ma dubito, anzi escludo che da una simile composizione demografica del voto possa derivare un vantaggio di 6 punti come rilevato da R2K. Secondo ARG Obama perde il voto bianco 42 a 52, mentre Rasmussen indica che i bianchi democratici scelgono il candidato del loro partito con un consenso del 78%. Secondo Rasmussen Obama guida tra gli elettori appartenenti alle minoranze etniche con un margine di 71 a 24.

Sondaggi negli Stati 22/9

Sondaggi statali buoni ma non ottimi per Obama. Cambio un dato della tabella di Nate Silver/Poblano. Nel sondaggio ABC/WP sulla Virginia tra i likely voters il risultato è 49 a 46, +3 Obama.



La Virginia è lo Stato che risalta maggiormente in questa tabella, che vede Obama tenere bene gli Stati di Kerry nel Midwest ma che mostra qualche sofferenza eccessiva nel Nord Est, come i pochi punti di vantaggio di Pennsylvania o addirittura lo svantaggio in New Hampshire. I due ultimi sondaggi effettuati nell' Old Dominion indicano una situazione di vantaggio per Obama. Il + 6 di SurveyUsa è un pò sballato in alcuni break del campione, mentre molto più credibile mi sembra il sondaggio di ABC/WP. Secondo quest'ultima indagine la chiave del voto sarà l'ettorato femminile bianco, che diede un solido vantaggio a Bush nel 2004 ma ora, a causa delle difficoltà economiche, potrebbe essere decisivo per i Dems. In Virginia i Democratici non vincono dal 1964 alle presidenziali ma hanno colto successi nelle più recenti competizioni di carattere statale(Gov 2001 e 2005, Senato 2006) grazie alla crescente espansione dell'area metropolitana di Washington DC nel nord dello Stato. Anche Rasmussen, nei 5 sondaggi effettuati per Fox, rileva un grande equilibrio in Virginia, con McCain avanti di 2 punti. Nelle altre indagini sono rilevati buoni valori di McCain in Florida e Ohio, un dato forse influenzato dalla massiccia campagna pubblicitaria che i Repubblicani hanno iniziato a fare.

Da notare il clamoroso +11 di Obama in NM secondo PPP: in uno Stato ispanico al 30% a questo giro il Gop non ha chance, a meno di imprevisti e imprevedibili(e pure improbabili) crolli del candidato democratico tra i latinos. In North Carolina Civitas, un istituto vicino ai Repubblicani, rileva un pareggio che avrebbe del clamoroso, anche se gli ultimi sondaggi nello Stato hanno tutti indicato una competizione molto aperta. Leggendo gli internals, qualche dubbio sulla validità dell'indagine viene: Obama guida tra gli anziani e McCain tra i giovani (?!?) così come il vantaggio di Obama nel Sud della North Carolina mi sembra poco credibile. Altre rilevazioni hanno comunque mostrato la fine del bounce di McCain nello Stato, che rimane favorito per la conquista della North Carolina ma che dovrà iniziare a spendere soldi per difenderla. Gli altri Stati sembrano andare nella direzione prevista: la Georgia sarà forse competitiva nel 2012 se il Presidente Obama avrà fatto bene, il New Jersey sarà vinto dal Gop quando torneranno ad essere un partito di persone tolleranti nelle questioni etico-sociali.

lunedì 22 settembre 2008

Sondaggi nazionali 22/9

Situazione stabilizzata nei presidential tracking di oggi, anche se il monitoraggio condotto da Hotline/FD rileva un significativo incremento di Obama. Un nuovo sondaggio nazionale è stato condotto da Opininion Research per CNN. Grazie al supporto della fascia di età più anziana e di una ritrovata forza tra gli uomini, Obama guadagna 4 punti rispetto all'ultima rilevazione, in un elettorato sempre più scosso dalle notizie economiche.

Gallup: Obama 48, McCain 44 (0)
Rasmussen: Obama 48, McCain 47 (0)
Battleground: Obama 47, McCain 48 (-1)
Research 2000: Obama 49, McCain 43(-1)
Hotline/FD: Obama 47, McCain 42 (+4)
CNN/OR: Obama 49, McCain 45 (+4)
Media vantaggio: Obama 3,3

Notizie positive arrivano anche dagli Stati, in particolare da Minnesota(+8 per Rasmussen), Virginia(+6 per Survey Usa) e Wisconsin(+5 per ARG). Mason e Dixon rileva invece un meno confortante +2 di Obama in Pennsylvania, un leggero vantaggio causato dalle difficoltà nella zona di Pittsburgh. In quella regione Obama palesa le difficoltà che aveva già mostrato nelle primarie dello Stato, quando gli operai e la classe medio-bassa bianca avevano preferito la Clinton con ampi margini. Obama raccoglie il consenso di solo il 70% degli elettori democratici, un dato che riflette la diffidenza dell'area appalachiana della Pennsylvania. La tradizione di fedeltà ai Dems che caratterizza l'area metropolitana di Pittsburgh- in questa zona persero sia Reagan che Bush nelle loro vittorie landslide - dovrebbe comunque consentire ad Obama di mantenere la tradizione democratica dello Stato, essenziale per la conquista della Casa Bianca. Su questo tipo di elettorato la campagna elettorale di Obama deve però lavorare con attenzione ed efficacia: meglio investire soldi tra le colline dell'Appalachia che inseguire aquiloni in Montana o Georgia. Il ritiro dal North Dakota è per certi versi una buona notizia.

Sondaggi negli Stati 21/9

Rispetto alle indagini segnalate ieri le novità più significative provengono da ARG. Se in California la vittoria democratica è sicura, la Virginia appare sempre molto competitiva. Obama soffre un pò tra gli indipendenti, mentre la compattezza dell'elettorato democratico rimarca una volta di più quanto lo Stato sia cambiato in questi ultimi 5/10 anni. Passando al Midwest, la situazione in Minnesota è molto equilibrata per ARG, che forse usa un campione un pò troppo favorevole ai repubblicani. Nel vicino Iowa la situazione sembra ormai chiusa, e credo che il Minnesota a breve seguirà. ARG rileva +7, Research 2000 +14, la verità starà probabilmente nel mezzo ma lo Stato che ha lanciato Obama a gennaio non abbandonerà il senatore dell'Illinois.




Il sondaggio invece sull'Alabama conferma la ritrovata forza di McCain al Sud, e pone qualche dubbio sull'indagine di Rasmussen che rilevava una corsa equilibrata nella simile South Carolina. Copio e incollo dal blog di PPP un'interessante comparazione tra i diversi sondaggi dell'istituto sull'andamento della corsa in North Carolina, già commentato ieri. Quando l'economia diventa la priorità, la situazione muta a favore di Obama, che riesce a recuperare fasce d'elettorato democratico ed indipendente. che sui temi economici è moderato/liberal ma su quelli sociali e culturali è conservatore, un dato tipico del Sud e delle aree rurali. Il piccolo bounce di Obama nei sondaggi di questa settimana si spiega così.


Date % listing economy as top issue Spread
1/21/08 39 McCain +14
5/9/08 43 McCain +7
8/23/08 48 McCain +3
9/19/08 58 Tied

domenica 21 settembre 2008

Sondaggi nazionali 21/9, e qualche Stato

Giornata interlocutoria nei tracking per Barack Obama. Se il dato positivo di fondo rimane sostanzialmente immutato- McCain è indietro in tutte le rilevazioni, anche se il margine varia di molto- due istituti su quattro ha rilevato una riduzione del consenso di Obama. Gli altri hanno invece registrato una situazione immutata.

Gallup Tracking: Obama 49, McCain 45 (-2)
Rasmussen Tracking: Obama 48, McCain 47 (0)
Research 2000: Obama 49, McCain 42 (-1)
Hotline/ FD Tracking: Obama 45, McCain 44 (0)

Media vantaggio: Obama +3,25

Si conclude in positivo la settimana più importante della campagna elettorale di Obama. Domenica scorsa McCain era in testa nei due tracking metologicamente più affidabili, quelli di Rasmussen e Gallup, di alcuni punti percentuali, lascito del bounce post Convention e post Sarah Palin. La dinamica della corsa, ora che mancano meno di 50 giorni al 4 novembre, è rientrata nelle aspettative e nelle analisi dell'estate. Obama continua a essere in testa grazie al compatto supporto delle principali minoranze etniche degli Uda, gli ispanici e gli afro-americani, ma sconta alcune, pesanti difficoltà, tipiche dei Democratici negli ultimi 30 anni con la parziale eccezione di Clinton, nel voto bianco. Anche il sondaggio a lui più favorevole, il tracking di Research 2000, rivela negli internals le difficoltà di Obama tra i bianchi. Attualmente il candidato democratico si trova a 15 punti da McCain, un risultato molto simile a quello di Kerry, che subì in questo segmento un gap di 17 punti.

Dagli Stati arrivano discrete notizie che poi riporterò più compiutamente domani, con la solita tabella proposta da Poblano/Nate Silver. Un sondaggio sull'Ohio indica come Obama debba investire risorse ed energie nell'area attorno al fiume che dà il nome dello Stato, tradizionalmente democratica ma culturalmente abbastanza conservatrice - ah, se il governatore Strickland avesse accettato la vice presidenza, altro che Biden!!-, mentre sorprende vedere Nader al 4% in uno Stato della Rust Belt. In Florida Research 2000 rileva McCain avanti di un'incollatura, mentre un sondaggio del Miami Herald vede un vantaggio di 2 punti per il candidato del Gop. Se Obama riuscirà a pareggiare tra i latinos dello Stato, annullando il prevedibile distacco in doppia cifra tra i cubani, c'è una più che concreta possibilità di strappare il Sunshine State alla colonna del Gop. In North Carolina PPP rileva invece un pareggio, che sarebbe clamoroso. Gli internals forniscono però alcuni spunti di riflessione un pò meno ottimistici. Innanzittutto il libertario Bob Barr è molto alto, al 5%, e tendenzialmente questi voti "demoscopici" sono in larga parte sottratti a McCain. Inoltre il campione sembra un pò troppo sbilanciato a favore dei Dems. In North Carolina la registrazione partitica vede avanti i democratici di circa 10 punti, ma alle urne abitualmente questo gap si dissolve. Lo Stato è comunque molto giovane e ricco di professionals trasferitisi dai college di tutta l'America per lavorare nell'area del Research Triangle, ricca di industrie attive nella bio-tecnologia. Obama migliora i valori di Kerry tra i bianchi grazie al supporto dei più giovani così come ha il plebiscitario supporto degli afro-americani, ma la conquista di Charlotte e Raleigh sarà molto dura.

FL: Obama 45, McCain 46
FL: Obama 45, McCain 47
NC: Obama 46, McCain 46, Barr 5
OH: Obama 42, McCain 48, Nader 4

Sondaggi 20/9

Nei tracking di ieri c'è stato poco movimento, però Rasmussen, l'istituto dal campione meno sensibile agli sbalzi di umore, ha registrato il sorpasso di Obama. Un solo punto percentuale di vantaggio, ma era da circa 10 giorni che il candidato democratico si trovava in ritardo. Obama ha raggiunto infine per la seconda volta la soglia del 50% nel tracking di Gallup, cosa mai riuscita a McCain anche nei giorni del bounce.


Per quanto riguarda i sondaggi statali le notizie continuano ad essere tendenzialmente positive per il candidato democratico. Il Michigan, Stato essenziale per la vittoria di Obama, continua ad apparire molto equilibrato, ma McCain non passa mai in testa. I Blue States continuano a essere blu- Maine, Maryland e Connecticut- così come in Illinois non ci sarà alcuna partita. Dall'America profonda arrivano rilevazioni contradditorie: se Rasmussen registra una corsa equilibrata in uno Stato bastione del Gop come la South Carolina, ARG seppellisce Obama in Tennessee. Lo Stato originario della dinastia dei Gore ha un orientamento culturalmente conservatore ma economicamente moderato, se non liberal. Un così grave distacco di Obama, oltre 20 punti in uno Stato vinto due volte da Bill Clinton, è un brutto segnale per le importanti, spesso decisive aree appalachiane di Ohio e Pennsylvania.